Una sfida tra quaranta concorrenti, ma soprattutto un percorso nel quale ogni ragazza sarà chiamata a confrontarsi con se stessa, con le proprie qualità e con le difficoltà incontrate lungo il cammino. È questa l’idea dalla quale nasce “Miss Italia – La docu-serie. La sfida oltre la bellezza”, il nuovo format diretto e ideato da Giorgio J. Squarcia.

«Il titolo della nostra docu-serie, “La sfida oltre la bellezza”, racconta bene quello che vedremo nelle sei puntate: una sfida. Quella delle concorrenti, prima di tutto, con le altre ragazze e con se stesse. E poi c’è la nostra sfida: andare oltre ciò che da sempre è il cuore di Miss Italia, la bellezza. Ma senza rinunciarci», spiega Squarcia.


Il nuovo progetto non intende mettere in discussione la bellezza, elemento fondante dell’identità e della storia del Concorso, ma sceglie di allargare lo sguardo. L’obiettivo è conoscere ciò che rende ogni finalista unica e mostrare qualità che non sempre riescono a emergere nel tempo breve di una selezione tradizionale.

«Quest’anno non vogliamo soltanto stabilire chi è la più bella. Vogliamo provare a raccontare il perché di quella bellezza. Che cosa c’è dietro, o meglio, “oltre”: eleganza, carattere, talento, autenticità, capacità di comunicare, di ascoltare, di reagire quando qualcosa diventa difficile».

Per farlo, Miss Italia cambia linguaggio e sceglie la formula della docu-serie. Le telecamere seguiranno le quaranta finaliste durante l’Academy, raccontando non soltanto le prove e le valutazioni, ma anche la preparazione, le emozioni, i momenti di confronto e le reazioni delle concorrenti.

«Attraverso la formula della docu-serie, quest’anno Miss Italia non sarà più soltanto una successione di selezioni. Sarà un percorso», sottolinea il regista e autore.


Il percorso si svilupperà nella cornice del Castello di Santa Severa, luogo nel quale storia, paesaggio e patrimonio culturale italiano accompagneranno le diverse fasi dell’Academy. Qui le concorrenti lavoreranno per cinque giornate con altrettanti coach, ciascuno responsabile di una specifica area.

Francesca Ambrosetti seguirà il portamento, Fioretta Mari la recitazione, Anna Vagli la personalità e l’impegno sociale, Silvia Ghiretti lo sport e Gianmarco Chieregato la fotografia. Le prove permetteranno di osservare le ragazze in situazioni differenti e di far emergere presenza, espressività, carattere, disciplina e rapporto con l’immagine.


«Quaranta ragazze e cinque coach, ognuno responsabile di un’area: portamento, recitazione, personalità e impegno sociale, sport e fotografia. Per ogni prova il voto del coach assegnerà una classifica provvisoria. Al termine delle cinque giornate, la somma di tutti i voti decreterà la vincitrice».

A guidare il pubblico dentro la vita dell’Academy sarà Giulia Salemi, conduttrice televisiva e podcaster tra i volti più seguiti e riconoscibili dell’intrattenimento italiano. Con il suo stile diretto ed empatico raccoglierà emozioni, testimonianze e trasformazioni delle ragazze, mostrando ciò che normalmente rimane lontano dal palcoscenico.

La sua presenza accompagnerà la narrazione dall’interno, dando voce alle concorrenti e restituendo anche i passaggi meno visibili del loro cammino: l’attesa prima di una prova, il confronto con i coach, una difficoltà da superare o una nuova consapevolezza maturata durante l’esperienza.


Il risultato finale nascerà quindi dall’intero percorso e dall’insieme delle valutazioni ottenute nelle cinque aree. Non un solo momento decisivo, ma una successione di prove attraverso le quali ogni finalista potrà mostrare le diverse componenti della propria identità.

«La speranza, l’obiettivo, è arrivare alla fine di questo percorso con una Miss Italia che sia l’espressione più completa e contemporanea di tutti questi valori», conclude Giorgio J. Squarcia.

La docu-serie condurrà il pubblico fino alla puntata conclusiva del 21 settembre, quando, al Castello di Santa Severa, sarà proclamata Miss Italia 2026. Una nuova forma di racconto che conserva la bellezza al centro del Concorso, ma sceglie di cercarne e mostrarne anche le ragioni più profonde.

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