L’avvocato Ninni Petrella ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili dall’incarico di vicecoordinatore provinciale del partito Noi Moderati, formalizzandole in una lettera indirizzata ai vertici regionali. Una decisione maturata, come egli stesso sottolinea, al termine di una riflessione “attenta” e nel rispetto dei rapporti istituzionali e personali costruiti nel tempo.

Nel documento, Petrella ripercorre le ragioni politiche che lo avevano portato ad assumere il ruolo, chiarendo come la sua adesione non fosse “una semplice assunzione di incarico personale”, bensì parte di “un disegno politico più ampio” fondato sull’integrazione tra il progetto di “Noi Moderati” e il movimento civico “Partiamo da Qui”.


Tuttavia, tale impostazione non avrebbe trovato piena attuazione. Petrella rileva infatti che “le dinamiche che si sono progressivamente affermate hanno spesso limitato gli spazi di confronto e ridotto la possibilità di una reale incidenza delle esperienze territoriali nei processi decisionali”.

Uno dei passaggi centrali della comunicazione riguarda il rapporto tra struttura partitica e radicamento sul territorio. L’ormai ex vicecoordinatore sottolinea come sia “venuta meno quella piena integrazione tra progetto politico e radicamento territoriale”, determinando “un progressivo scollamento tra i livelli di rappresentanza e le istanze provenienti dai territori”.


Parallelamente, Petrella evidenzia la crescita del movimento “Partiamo da Qui” da lui guidato: una realtà che, scrive, ha registrato “una crescita significativa, strutturata ed esponenziale”, frutto di “un lavoro quotidiano” e di una “capacità di ascolto” capace di generare “partecipazione autentica e consenso diffuso”.

Di contro, il partito “continua a evidenziare difficoltà di radicamento e di consolidamento territoriale”, elemento che ha inciso sul percorso politico complessivo.

Alla base della scelta, dunque, vi sarebbe una valutazione di incompatibilità tra i due percorsi. Petrella afferma esplicitamente che “sussista una oggettiva incompatibilità tra la responsabilità, sempre più rilevante e totalizzante, di guidare e sviluppare un movimento civico in forte espansione e il mantenimento di un incarico all’interno di una struttura partitica” che non consente “una piena espressione del modello politico originariamente condiviso”.


Nel motivare la decisione, richiama anche l’esigenza di chiarezza politica: “La politica richiede oggi scelte chiare e coerenti. È necessario evitare sovrapposizioni che possano generare ambiguità e compromettere la credibilità dell’impegno pubblico”.

Nonostante la decisione, Petrella mantiene un tono istituzionale, chiarendo che la scelta “non rappresenta una chiusura definitiva” ma auspica un futuro con un confronto serio, su basi condivise e partecipative.

Una scelta che segna un passaggio politico rilevante nel contesto messinese, ponendo al centro il tema del rapporto tra partiti e movimenti civici e quello, più ampio, del radicamento territoriale.

Luogo: messina

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