In un momento delicato per la politica locale, l’ex sindaco di Randazzo Francesco Sgroi si distingue per un atteggiamento improntato alla compostezza istituzionale, alla fiducia nella giustizia e alla difesa della dignità della sua comunità. Dopo la recente decisione della Corte d’Appello di Catania che ha dichiarato l’incandidabilità sua e dell’ex assessore Nunzio Proietto Batturi, Sgroi ha rilasciato una dichiarazione che riflette senso di responsabilità e lucidità, in netta controtendenza rispetto alle reazioni spesso polemiche del panorama politico.

Pur esprimendo perplessità per alcuni passaggi della sentenza, l’ex primo cittadino ha voluto sottolineare con fermezza — e con dati alla mano — come la Corte d’Appello abbia comunque confermato la correttezza amministrativa della sua gestione, riconoscendo l’infondatezza della gran parte degli addebiti che gli erano stati mossi.

In particolare, è stato definitivamente escluso ogni sospetto circa la gestione degli appalti pubblici: tutte le ditte destinatarie di affidamenti risultano in regola e senza collegamenti opachi. Smentita anche l’accusa più grave, quella secondo cui il dissesto finanziario dichiarato nel corso del suo mandato sarebbe stato uno strumento per favorire la criminalità organizzata. La sentenza, invece, ha riconosciuto come tale dichiarazione sia stata una scelta obbligata dalle gravi condizioni ereditate.

«Posso affermare con certezza che oltre il 95% degli addebiti sono stati ritenuti infondati», ha detto Sgroi, con tono calmo ma fermo. La sua difesa non si limita alla legittimità personale, ma si allarga al contesto più ampio di Randazzo, stigmatizzando la definizione del paese come “comune a forte densità mafiosa” — un’etichetta che rischia di pesare ingiustamente sulla collettività e sulla sua reputazione.

La volontà di impugnare la sentenza in Cassazione non appare come un atto di sfida, ma come un percorso giuridico coerente con l’atteggiamento mantenuto finora: fiducia nella magistratura, rispetto delle istituzioni e impegno per restituire dignità a una comunità che, nelle parole dello stesso Sgroi, non merita stigmi generalizzati.

In un contesto dove è facile gridare al complotto o rifugiarsi nella retorica dell’ingiustizia subita, Francesco Sgroi sceglie un’altra via: quella della ragionevolezza, del rispetto e della coerenza. Una postura che, al di là delle sentenze, lascia un messaggio importante di civiltà istituzionale.

Alfio Papa


Luogo: Piazza Municipio, 6, RANDAZZO, CATANIA, SICILIA

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