“Per le operazioni contro i negrieri dei campi, grazie a magistratura e forze dell’ordine. In questa battaglia della vita, però, non possono essere lasciate sole. C’è bisogno che alle nostre mobilitazioni e alle nostre denunce si uniscano gli imprenditori onesti, vittime di concorrenza sleale, e i consumatori, perché rifiutino i prodotti delle aziende-pirata”.

 Lo affermano i segretari generali di Uila Sicilia e Uila Ragusa, Nino Marino e Maria Concetta di Gregorio, commentando le notizie sull’inchiesta anticaporalato a Ispica che è stata resa nota in queste ore dai Carabinieri e che s’è conclusa con tre arresti. Gli esponenti sindacali aggiungono: “Stando ai particolari diffusi dagli investigatori, leggiamo di operai agricoli minacciati e pagati 2 euro l’ora o anche meno per le loro massacranti fatiche, costretti a lavorare senza alcun riguardo per la loro sicurezza e a vivere in alloggi fatiscenti. Ecco i nuovi schiavi! Contro chi li sfrutta abbiamo ingaggiato quella che per noi della Uila e della Uil è la battaglia della vita e che ha già prodotto negli anni passati una nuova, più incisiva, normativa in materia. Ogni legge, comunque, risulta inefficace se non è accompagnata da un’incisiva attività di controllo, attualmente vanificata da una inquietante carenza di organici negli Ispettorati del Lavoro, e da una decisa reazione della società civile. Ribadiamo, dunque, l’appello all’imprenditoria sana e ai cittadini-consumatori perché sia chiaro a tutti che buono è legale! E che la malapianta del caporalato dev’essere sradicata!”


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