La galleria In Via Cluverio Officina presenta, a partire dal 16 aprile, la prima grande mostra di Ernesto Mistretta, artista, architetto e designer formatosi nello studio di Jean Nouvel, dove ha lavorato per oltre vent’anni contribuendo a progetti internazionali di rilievo come il Louvre Abu Dhabi, il Museo Nazionale del Qatar e la Philharmonie de Paris.
Originario del Trapanese, Mistretta vive e lavora tra Parigi e Palermo, sviluppando una ricerca artistica che unisce architettura, design e pittura in un unico linguaggio espressivo. Da qui il titolo Architexture scelto per questa sua prima esposizione pubblica.
La mostra, curata dalla fondatrice e direttrice artistica della galleria, Josephine Flasseur, nasce come un progetto spaziale che trasforma la galleria in un ambiente immersivo. Nella stanza centrale, su input di Flasseur, l’opera realizzata si sviluppa a 360 gradi – un chiaro richiamo a le Nymphéas di Monet esposte al Museo dell’Orangerie a Parigi – coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza visiva e percettiva basata su modularità, ripetizione e stratificazione.
Il dialogo tra Francia e Italia, Parigi e Palermo, diventa in questa mostra ancora più forte, profondo, plurale. Così come la sperimentazione e l’incontro tra gesto artistico, “pittorico”, e strumento digitale.
Il percorso espositivo si articola in più capitoli e dialoghi artistici che andranno avanti dal 16 aprile, data del vernissage del primo allestimento, fino all’autunno, chiamando a lavori in residenza altri artisti italiani e francesi. Tra loro Martine Bedin, tra le fondatrici del gruppo d’avanguardia Memphis a Milano nel 1981, anche lei designer dello Studio Jean Nouvel che chiuderà il ciclo a metà settembre.
Il primo dialogo, intitolato ARCHITEXTURE – Rituale, metterà in relazione il lavoro di Mistretta con l’opera del duo Edouard Taufenbach / Bastien Pourtout, in un confronto tra tessitura digitale e sperimentazione fotografica.
La pratica artistica di Mistretta nasce dall’utilizzo di strumenti digitali propri dell’architettura, come AutoCAD, trasformati in mezzi pittorici. Le sue opere, costruite attraverso una ripetizione minuziosa del segno, si configurano come spazi meditativi in cui tecnologia e sensibilità si incontrano.
“Questo nuovo modo di dipingere artificiale – dice Josephine Flasseur – non lascia nulla al caso né a un’eventuale IA. La complessa composizione è padroneggiata dall’artista come compimento del gesto legato al pensiero fino a quando l’opera appare limpida e nuda, dando una sensazione di fluttuazione all’anima di chi la contempla. Distorsione, caleidoscopio fotografico, il lavoro di Bastien Pourtout ed Edouard Taufenbach sfida la logica della percezione. Ernesto costruisce mondi a partire dalla tessitura digitale, Bastien ed Edouard li decompongono per tessere il proprio giardino”.
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BIO ARTISTI
Ernesto Mistretta
Siciliano, originario di Marsala, Ernesto Mistretta fonde in sé architettura, design e pittura, segnato dalla lunga esperienza come Direttore Artistico dell’Atelier Jean Nouvel. Per lui architettura, design e pittura sono elementi di un unico percorso, in cui queste discipline si influenzano e si nutrono a vicenda. La pittura è diventata per Mistretta l’evoluzione naturale di un processo iniziato quasi per gioco, utilizzando il programma di Architettura AutoCAD. Lavorava le texture degli edifici come se si trattasse di pitture bidimensionali, scoprendo così quanto i confini tra le discipline fossero sottili e aprendo un terreno di sperimentazione. Ogni tela per Mistretta è come un progetto architettonico che si va componendo. L’opera è il risultato del dialogo tra metodo, tecnica e vincoli. Dal mondo dell’architettura, ha portato nella sua pratica pittorica i temi della trasparenza, modularità, ripetizione e innovazione tecnologica. Dal mondo del design, ha ereditato il senso della scala, della semplicità, della precisione e della solidità: qualità che tornano nelle sue opere, semplici in apparenza ma sostenute da una profonda complessità.
Edouard Taufenbach / Bastien Pourtout
Francesi, attivi come duo dal 2018 con il progetto Spéculaire, hanno esposto in contesti internazionali come Paris Photo, la Villa Noailles e il Festival di Atene. Tra i riconoscimenti: il Premio Swiss Life (2020), una residenza alla Villa Medici e l’ingresso nelle collezioni del Mobilier National (2025).
Il loro metodo si basa su processi collaborativi: le immagini nascono dallo scambio continuo tra i due artisti.
Attraverso l’uso di diversi dispositivi fotografici, costruiscono un linguaggio visivo condiviso, in cui ogni immagine diventa materia da trasformare. Il loro lavoro, sostenuto dalla galleria C, ha dato vita a mostre e pubblicazioni come Le jardin qui bascule e Jardin de Craie.
Luogo: In Via Cluverio, Officina, Via Cluverio , 7, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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