Palermo “La spesa legata al Pnrr procede con una lentezza preoccupante e per i precari non si parla ancora di stabilizzazione”. Lo ribadiscono Giuseppe Raimondi e Ninni Panzica, segretario della Uil e responsabile della Formazione Uil Scuola Sicilia, che ne ricordano le cause: “Negli anni c’è stato un progressivo indebolimento del confronto con il sindacato e con le associazioni datoriali ma la colpa è anche di una pubblica amministrazione sottodimensionata rispetto alle sfide del Piano, di una scarsa collaborazione tra i vari rami dell’amministrazione e dei ritardi nell’attivazione dei programmi che hanno prodotto un vero “effetto imbuto” sulla spesa”. Per il sindacato, con il nuovo decreto legge sul Pnrr, il Governo sembra voler imprimere una spinta all’attuazione e all’accelerazione delle risorse recependo alcune delle richieste che la Uil ha avanzato sin dall’avvio del Piano. “Le misure per il rafforzamento amministrativo rappresentano una risposta alle nostre sollecitazioni ma resta ancora irrisolta la stabilizzazione dei lavoratori precari assunti per la gestione del Pnrr. Senza un’amministrazione efficiente, moderna e con personale stabile nessuna programmazione d’investimento, europea o nazionale, può davvero funzionare. In Sicilia, durante i lavori dei comitati di sorveglianza Fse e Fesr, i rappresentanti della Commissione europea hanno riconosciuto gli sforzi compiuti ma hanno anche sollecitato la Regione a chiudere i programmi in tempo ed a rispettare i tempi di attuazione per quelli del 2021-2027. Tutto questo dimostra – evidenziano i sindacalisti – quanto serva una governance unitaria e una visione di lungo periodo. Basti pensare a Garanzia Giovani: nella fase 2 solo 5 mila giovani siciliani hanno beneficiato delle misure, a fronte delle 160 mila adesioni registrate nella fase 1. Stessa sorte è toccata al Target 1 del Par Gol Sicilia, finanziato con le risorse del Pnrr, che non ha raggiunto i risultati attesi. Già allora – ricorda la Uil Sicilia – avevamo auspicato una maggiore attività di coordinamento tra i vari dipartimenti impegnati nella gestione dei fondi europei. Un coordinamento che oggi si conferma decisivo insieme a un effettivo confronto con le parti sociali e a un vero ammodernamento della pubblica amministrazione, per garantire efficacia, trasparenza e risultati concreti per cittadini e lavoratori”.
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