Il Ponte non sia un’opera isolata, ma il primo tassello di una strategia per trasformare la Sicilia nella piattaforma strategica tra Europa, Africa e Medio Oriente
Il Sinalp Sicilia, come già ribadito un anno fa, conferma la propria posizione favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, considerandolo non come un’opera isolata, ma come parte di un più ampio progetto di rilancio infrastrutturale, economico e occupazionale della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno.
Il tema centrale, per il sindacato, non deve essere la contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari al Ponte, ma il futuro della Sicilia e il diritto dei suoi giovani a trovare un lavoro qualificato nella propria terra.
Non vogliamo più vedere i nostri ragazzi partire per Milano, Bologna, Torino o per l’estero , sottolineano il Segretario Regionale Sinalp Andrea Monteleone e la collega della Direzione Regionale Serena Giuliano. Vogliamo creare le condizioni affinchè i nostri giovani possano scegliere di restare e, soprattutto, perché chi è stato costretto a partire possa tornare.
Ricordiamo a tutti che mentre la popolazione della Lombardia è cresciuta dell’11,4%, la popolazione dell’Emilia Romagna è cresciuta dell’11,8%, la popolazione del Veneto è cresciuta del 7,3%, la popolazione della Sicilia è diminuita del 3,9%, la popolazione della Campania è diminuita del 2,3% mentre la popolazione della Calabria è addirittura scesa del 9%.
La realizzazione del Ponte e delle opere collegate deve rappresentare una straordinaria occasione occupazionale, con lavoro vero, qualificato e sul territorio siciliano e calabrese.
Il Sinalp chiede quindi priorità all’occupazione locale, coinvolgimento delle imprese siciliane e calabresi, formazione professionale per giovani tecnici e operai specializzati, valorizzazione delle PMI dell’indotto, contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento, trasparenza negli appalti e rigorosi controlli contro le infiltrazioni criminali.
«Non accetteremo, afferma il Sinalp, che la Sicilia sia soltanto il luogo nel quale si realizza l’opera mentre lavoro, ricchezza e competenze vengono importati da fuori. Se il Ponte è un investimento nazionale, deve diventare anche un grande investimento sul capitale umano siciliano.
Il Ponte deve essere il motore di un piano complessivo che coinvolga autostrade, strade statali, ferrovie, porti, aeroporti, sistemi logistici, infrastrutture energetiche e collegamenti interni.
La realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto può rappresentare, in questa prospettiva, un elemento strategico per superare concretamente le penalizzazioni legate all’insularità e integrare la Sicilia nelle grandi direttrici infrastrutturali nazionali ed europee.
Per questo il Sinalp chiede al Governo Nazionale e alla Regione Siciliana un cronoprogramma vincolante per le opere complementari, affinché il Ponte non rimanga un intervento isolato.
La vera sfida, secondo il Sinalp, è ancora più ambiziosa, trasformare la posizione geografica della Sicilia in una straordinaria opportunità economica.
La nostra Isola può diventare una grande piattaforma logistica, commerciale, energetica e produttiva del Mediterraneo, punto di riferimento e di collegamento tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Dobbiamo smettere di considerare la Sicilia una periferia, sostiene il Sinalp, e riconoscerle il ruolo che la sua posizione geografica le consente di svolgere, essere la porta dell’Europa verso l’Africa e il Medio Oriente e cerniera strategica tra tre continenti.
Per realizzare questo obiettivo occorrono porti moderni, ferrovie efficienti, autostrade sicure, aeroporti potenziati, interporti, logistica avanzata e reti digitali ed energetiche adeguate.
Il progressivo spopolamento del Mezzogiorno e la fuga dei giovani non possono essere affrontati con interventi assistenziali temporanei o semplici bonus che stanno distruggendo l’idea stessa del lavoro.
La Sicilia non può essere una terra dalla quale si parte per trovare un futuro. Dobbiamo trasformarla nella terra nella quale quel futuro viene costruito.
L’obiettivo deve essere quello di creare una Sicilia nella quale i nostri giovani possano restare, gli emigrati possano tornare e giovani italiani, europei e mediterranei possano scegliere di venire a studiare, lavorare e investire.
Il sindacato chiede pertanto un piano straordinario per l’occupazione siciliana, valorizzazione delle imprese siciliane e calabresi, sostegno alle PMI dell’indotto, clausole occupazionali e sociali negli appalti, contrasto a lavoro nero, sfruttamento e infiltrazioni criminali, potenziamento di ferrovie, strade, porti, aeroporti e logistica, un piano strategico per fare della Sicilia un hub mediterraneo tra Europa, Africa e Medio Oriente, e politiche per favorire il rientro dei giovani siciliani emigrati;
Dopo decenni di discussioni e rinvii, concludono Monteleone e Giuliano, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
Non vogliamo soltanto costruire un Ponte. Vogliamo costruire un futuro.
Vogliamo vedere cantieri, lavoratori, imprese, formazione e giovani che acquisiscono nuove professionalità, ma soprattutto vogliamo che questa stagione di investimenti generi un’economia capace di produrre lavoro anche quando i cantieri saranno terminati.
La nostra Isola può diventare una terra nella quale arrivano investimenti e non soltanto persone che partono, una terra capace di trattenere i propri giovani e richiamare quelli che sono emigrati, una cerniera strategica tra Europa, Africa e Medio Oriente.
Il Sinalp conferma quindi il proprio SÌ al Ponte sullo Stretto, ma come primo tassello di un grande progetto di sviluppo, lavoro e rinascita del Mezzogiorno.
Basta rinvii. Basta promesse. È tempo di costruire infrastrutture, imprese, lavoro e futuro. È tempo di costruire la Sicilia che vogliamo consegnare alle prossime generazioni.
La Direzione Regionale Sinalp Sicilia
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