Si è svolta ieri presso l’Aeroporto di Catania l’audizione della IV Commissione Legislativa Permanente Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea Regionale Siciliana, dedicata alla procedura di privatizzazione di SAC, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso.
All’incontro hanno preso parte i componenti della Commissione, presieduta dall’on. Giuseppe Carta, insieme agli onorevoli Jose Marano, Tiziano Fabio Spada, Carlo Auteri, Giuseppe Lombardo, Nicola D’Agostino, Dario Daidone, Ludovico Balsamo, Ersilia Saverino e Giovanni Burtone. Presenti anche il Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Antonio Belcuore, il sindaco della Città Metropolitana di Catania, Enrico Trantino, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, la sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari, il presidente del Libero Consorzio di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa, oltre all’amministratore delegato e alla presidente della SAC, Nico Torrisi e Anna Quattrone, insieme ai componenti del Consiglio di amministrazione Giuseppe Alfano e Francesca Garigliano.
Nel corso dell’audizione, la SAC ha ribadito la propria disponibilità al confronto con la Commissione, illustrando lo stato della procedura avviata per l’individuazione di un partner industriale che possa sostenere, attraverso un piano di investimenti, lo sviluppo infrastrutturale degli aeroporti di Catania e Comiso.
A conti fatti, però, ombre su legittimità e trasparenza nella procedura restano ancora. Ad esprimere un giudizio fortemente critico sull’esito della seduta è stato il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo.
“Quella che avrebbe dovuto rappresentare un momento di chiarezza e di approfondimento sul futuro della SAC e degli aeroporti di Catania e Comiso si è trasformata in una semplice esposizione dello stato della procedura, senza che venissero affrontati i nodi realmente decisivi. Ancora una volta, la montagna ha partorito il topolino”.
Secondo Lo Schiavo, “l’amministratore delegato della SAC ha illustrato una procedura già nota, senza fornire alcuna risposta ai quesiti che interessano cittadini, lavoratori e istituzioni. La Commissione Ars aveva l’opportunità di fare piena luce sull’iter amministrativo e giuridico che ha portato all’avvio della privatizzazione, ma non lo ha fatto”.
Per il segretario della CISAL Catania, le domande da porre erano poche, ma fondamentali.
“Era necessario verificare se il Commissario Straordinario della Camera di Commercio abbia approvato il Piano annuale obbligatorio di revisione delle partecipazioni che motiva l’alienazione delle quote SAC, se tale documento sia pubblico e accessibile, se la delibera contenga una motivazione tecnica ed economica dettagliata che dimostri la convenienza e la necessità pubblica dell’operazione e se lo stesso provvedimento sia stato trasmesso alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per i controlli previsti dalla legge”.
Secondo Lo Schiavo, non si tratta di valutazioni politiche, ma di verifiche amministrative indispensabili.
“Se anche una sola di queste condizioni non fosse stata rispettata, la delibera che ha dato avvio all’intera procedura di privatizzazione sarebbe potenzialmente viziata e impugnabile. È un tema di diritto amministrativo, non di appartenenza politica. Per questo auspicavamo che l’audizione rappresentasse un reale momento di confronto e trasparenza”.
La CISAL Catania ricorda di aver già formalizzato tali quesiti attraverso il Patto per la Sicilia Orientale, ribadendo la necessità che l’intero procedimento venga condotto nel pieno rispetto della normativa e nella massima trasparenza.
“La gestione degli aeroporti di Catania e Comiso rappresenta una partita strategica per l’economia della Sicilia orientale. Per questo non possono esistere zone d’ombra. Le istituzioni hanno il dovere di garantire ai cittadini, ai lavoratori e ai territori un percorso trasparente, legittimo e pienamente conforme alla legge. Oggi questa occasione è stata purtroppo mancata”, conclude Giovanni Lo Schiavo.
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