Il Presidio Territoriale di Emergenza di Bagheria rischia di non riuscire a garantire la continuità del servizio per quasi centomila cittadini. A denunciarlo è il deputato regionale Luigi Sunseri (M5S), su sollecitazione del gruppo territoriale M5S di Bagheria, che nelle scorse settimane ha inviato una nota formale all’Assessore per la Salute della Regione Siciliana e ha depositato all’ARS un’interrogazione a risposta scritta, chiedendo un intervento urgente.


Il PTE di Bagheria è l’unico punto di primo intervento sanitario per un bacino che comprende, oltre al capoluogo, i Comuni di Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia e Ficarazzi. Un territorio di circa 90-95 mila abitanti privo di un ospedale pubblico con pronto soccorso, senza reparti di medicina generale, cardiologia o diagnostica attivi h24, che per ogni emergenza grave è costretto a rivolgersi ai pronto soccorso di Palermo o al presidio di Termini Imerese.


Secondo quanto rappresentato dagli operatori sanitari, la copertura dei turni medici e infermieristici viene da tempo garantita solo grazie alle prestazioni aggiuntive dei Medici di Emergenza Territoriale del 118. A peggiorare la situazione, un accordo provinciale firmato nel giugno 2024 – che prevedeva una maggiorazione economica per i turni in plus orario – non è mai stato ratificato né applicato. Nel febbraio 2026 l’ASP ha poi autorizzato il ricorso a medici specializzandi in anestesia per coprire i turni del presidio, riconoscendo loro una tariffa oraria doppia rispetto a quella corrisposta ai Medici di Emergenza Territoriale già in servizio. Una scelta che ha provocato forte malcontento tra i professionisti, i quali hanno ritirato la propria disponibilità a coprire i turni aggiuntivi, mettendo concretamente a rischio la continuità operativa del PTE.


Sunseri chiede all’Assessorato regionale di chiarire quanti accessi vengono registrati ogni anno al presidio, qual è la reale copertura dei turni, se e come si intende risolvere la vertenza contrattuale, e se sia mai stata fatta una valutazione seria del fabbisogno assistenziale del Distretto Sanitario n. 39. Sullo sfondo resta una questione più ampia: il Piano integrato dell’ASP 2026-2028 non prevede alcun potenziamento del PTE, e le future strutture programmate sul territorio – Casa della Comunità e Casa della Salute – non svolgeranno funzioni di emergenza. Per quasi centomila cittadini, il PTE resta l’unico presidio. E oggi è a rischio.

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.