Palermo 8 gennaio 2026 – Si è svolta in terza commissione l’audizione chiesta dalla Filcams Cgil Palermo per affrontare la situazione critica della Reset, così come emerge dall’andamento economico finanziario della società per l’anno 2025. La Filcams ancora una volta ha richiesto alla politica di intervenire.
“L’azienda non ci ha ancora voluto incontrare ma noi chiediamo che si faccia chiarezza – afferma il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello – Non può una partecipata che svolge servizi essenziali per il Comune di Palermo essere costretta a elemosinare attività aggiuntive con l’unico scopo di raggiungere la stabilità economica quando ci si aspetterebbe, e se lo aspettano anche i lavoratori, che tali garanzie siano già previste nel contratto di servizio. E’ indispensabile che l’amministrazione comunale e la governance aziendale mettano in campo tutte le azioni necessarie affinché, nell’esercizio finanziario 2026, non si ripetano le criticità riscontrate nel 2025 e il trend negativo non si aggravi ulteriormente”.
La Filcams Cgil e la Cgil Palermo, a maggio 2025, nel silenzio generale, avevano lanciato l’allarme sulla tenuta dei conti della partecipata, alla luce dell’aumento dei costi che ci sarebbero stati per il passaggio alle 40 ore settimanali per il personale, la fine della Decontribuzione Sud e il rinnovo del ccnl Multiservizi applicato in azienda. Perdita d’esercizio confermata poi dalle istruttorie del ragioniere generale del Comune e del dirigente del controllo economico-finanziario delle società partecipate e stimata tra uno e due milioni di euro.
A incidere negativamente, in particolare il grave ritardo nell’attuazione delle misure correttive da parte dell’amministrazione comunale. Emblematico, in tal senso, il caso del servizio di sanificazione, affidato a Reset solo a partire dal 1° novembre 2025, nonché l’assenza di una riorganizzazione aziendale finalizzata alla valorizzazione del personale e al miglioramento della qualità e della quantità dei servizi erogati.
Inoltre, la Filcams chiede un intervento del sindaco nei confronti di Reset per evitare la discriminazione dei circa 80 lavoratori che non hanno ancora avuto l’aumento a full time delle ore, misura che il resto della platea ha già ottenuto. “Un anno fa la Filcams non ha firmato l’accordo ritenuto ingiusto perché subordinato a un verbale di conciliazione che prevedeva la perdita di diritti individuali acquisiti dai lavoratori. Le sentenze emesse nei mesi scorsi dal Tribunale stanno dando ragione a questi lavoratori e alla Filcams, per la mancata firma a quell’accordo”.
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