Il Segretario Nazionale Domenico Amato chiede al Governo un intervento urgente per sbloccare i CCNL della sanità privata, delle RSA e del comparto sociosanitario
Confintesa Sanità richiama l’attenzione del Governo sulla grave situazione vissuta da oltre 300.000 lavoratrici e lavoratori impiegati nelle strutture sanitarie private, nelle RSA e nei centri di riabilitazione accreditati, costretti da anni ad attendere il rinnovo dei rispettivi contratti collettivi nazionali.
In alcuni comparti, in particolare nel settore sociosanitario e nelle RSA, il blocco contrattuale si protrae fino a quattordici anni. Una condizione ormai insostenibile, che ha determinato un profondo divario retributivo rispetto al settore pubblico, nonostante la parità di mansioni, titoli di studio, responsabilità professionali e rilevanza sociale del servizio prestato.


Confintesa Sanità chiede che ogni incremento tariffario, contributo integrativo o aumento dei tetti di spesa riconosciuto alle strutture private accreditate sia sottoposto a un preciso vincolo di destinazione, affinché le risorse pubbliche siano impiegate prioritariamente per finanziare i rinnovi dei CCNL e gli adeguamenti salariali del personale.
«Non è più accettabile che lavoratrici e lavoratori essenziali per la tenuta del sistema assistenziale continuino a sostenere sulle proprie spalle il peso di contratti fermi da anni e di retribuzioni non più adeguate», dichiarano il Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, Dr. Domenico Amato e il suo Vice Alessio Minadeo. «Le risorse pubbliche destinate alle strutture private e accreditate devono tradursi in salari dignitosi, maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro. Chiediamo al Governo un intervento immediato: il rinnovo degli accreditamenti e delle convenzioni regionali deve essere subordinato all’applicazione di contratti collettivi aggiornati».


La perdurante assenza di prospettive economiche, unita a condizioni di lavoro sempre più gravose, sta inoltre alimentando la fuga di infermieri, operatori sociosanitari, educatori e altri professionisti verso il settore pubblico o l’estero. Un impoverimento professionale che rischia di compromettere la continuità e la qualità dell’assistenza garantita alle persone più fragili e agli anziani ospitati nelle strutture.
Confintesa Sanità sollecita pertanto:
•    l’introduzione di una norma che subordini il rinnovo degli accreditamenti istituzionali e la sottoscrizione delle convenzioni regionali all’effettiva applicazione dei CCNL di settore aggiornati;
•    una clausola di salvaguardia che vincoli contributi pubblici e aumenti tariffari alla copertura degli oneri derivanti dai rinnovi contrattuali;
•    la convocazione immediata di un tavolo di confronto tra Ministero della Salute, organizzazioni sindacali e parti datoriali, per sbloccare le trattative e individuare risorse certe.
«Difendere i diritti e la dignità di questi lavoratori significa difendere anche la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini», concludono Amato e Minadeo. «Il tempo delle attese è finito: servono responsabilità, regole chiare e risposte concrete».

Luogo: Segreteria Nazionale Confintesa Sanità, Via Giovan Battista Vaccarini, 1, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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