Le imprese siciliane possono presentare domanda dal 7 ottobre, alle ore 10:00, su Scoperta Imprenditoriale II, la misura del Fondo per la crescita sostenibile che finanzia ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle sette regioni meno sviluppate del Paese. La dotazione è di 505,8 milioni di euro, quasi il doppio dei 300 milioni della prima edizione del 2024, e il 60 per cento (circa 303 milioni) è riservato alle PMI e alle reti di imprese, con 76 milioni destinati dentro quella riserva alle sole micro e piccole. La piattaforma per la compilazione guidata apre il 24 settembre.
Il progetto deve costare tra 1 e 5 milioni di euro e durare da 18 a 36 mesi. Presentarlo da soli si può in un caso solo: le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione hanno la strada del progetto singolo, a condizione che un soggetto esterno e indipendente partecipi con servizi di ricerca o consulenza per almeno il 10 per cento dei costi. Tutti gli altri passano dal progetto congiunto, con al massimo tre proponenti compresa la capofila, almeno una PMI tra loro, una quota minima del 10 per cento dei costi a testa e un contratto di rete o un accordo di partenariato che ripartisca competenze, spese e proprietà dei risultati.
Chi rientra ottiene due agevolazioni insieme, non in alternativa: un contributo a fondo perduto del 40 per cento per le piccole imprese, 35 per le medie e 30 per le grandi, più un finanziamento agevolato del 40 per cento a un tasso pari al 20 per cento di quello di riferimento europeo, rimborsabile fino a otto anni e senza garanzie. Per una piccola impresa la copertura arriva così all’80 per cento del progetto: su 1,5 milioni di spese ammissibili significa 600.000 euro di fondo perduto e altrettanti di prestito.
Il filtro che esclude più imprese, però, non riguarda la qualità dell’idea. Il costo del progetto a carico di ciascun proponente non può superare il 60 per cento della media del fatturato degli ultimi due esercizi: per un progetto da un milione servono almeno 1,67 milioni di fatturato medio, e in una cordata basta che un solo partner sfori per far cadere l’intera domanda. Un secondo indicatore misura la capacità di rimborsare il prestito con il cash flow degli stessi due esercizi. Sono numeri che stanno nei bilanci già approvati, quindi oggi sono fissi: conviene calcolarli prima di investire settimane nel piano tecnico.
Una precisazione utile a chi si sta preparando: non è il click day che molti immaginano. Il decreto direttoriale del 6 agosto 2026 stabilisce che le domande si istruiscono per ordine cronologico giornaliero e che quelle inviate nello stesso giorno valgono come pervenute nello stesso istante, senza guardare ora e minuto. Se le risorse residue non bastano a coprire la giornata, decide una graduatoria costruita sulla solidità economico finanziaria del proponente, e a parità di punteggio passa il progetto che costa meno. Nel 2024 lo sportello restò aperto poche ore: la data conta, il cronometro no.
Restano fuori le imprese con meno di due bilanci approvati, comprese le startup costituite da meno di due esercizi, e chi non ha assolto l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali previsto dalla legge 213/2023.
Requisiti, indicatori di bilancio, spese ammissibili e scadenze sono raccolti nella guida a Scoperta Imprenditoriale II pubblicata sul portale Incentivimpresa.
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