Si è tenuta questa mattina, giovedì 13 febbraio, presso la sede della Commissione per la Semplificazione, l’audizione di Anpci – Associazione nazionale piccoli Comuni italiani nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative.
L’ANPCI, che rappresenta gli oltre 5.000 comuni italiani fino a 5.000 abitanti, ha posto in evidenza la necessità di semplificare il numero degli adempimenti e di implementare i sistemi di interoperabilità tra le varie piattaforme informatiche, al fine di ridurre i carichi di lavoro del personale, ridotto all’osso, dei piccoli enti locali tenendo, altresì, in considerazione che non devono essere soggetti agli stessi compiti delle grandi città.
“In quest’ottica – ha ribadito il presidente della Commissione per la Semplificazione on Saverio Romano – la digitalizzazione delle procedure rappresenta sicuramente un fattore decisivo di semplificazione amministrativa, al fine di un miglioramento del rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Va inoltre considerato che l’alfabetizzazione digitale è un elemento di inclusione sociale e di cittadinanza attiva”.
Per l’Anpci, rappresentata da Franca Biglio e Zaccaria Spina, occorre mettere in campo azioni incisive volte a ridurre innanzitutto il “digital divide”. Una realtà significativa quella rappresentata da Anpci se si considera che in Italia, su 7.896 Comuni il 70 per cento ha meno di 5 mila abitanti.
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