Palermo, 25 giugno 2026 – Convenzione con la Seus all’ospedale Civico, la Fp Cgil lancia l’allarme. I circa 90 operatori socio sanitari del 118 svolgono ormai da quindici anni al Civico prevalentemente le funzioni di operatore socio sanitario, come prevede la convenzione. L’azienda invece ha previsto il loro rientro nelle ambulanze a partire dal prossimo 1° luglio. A esprimere esprime forte preoccupazione per questo rientro, è la Fp Cgil che chiede la sospensione del provvedimento.

“Questi lavoratori rappresentando una risorsa essenziale per il funzionamento dei reparti, delle sale operatorie e dei servizi assistenziali. Il loro rientro nelle ambulanze – afferma Francesca Denaro, segretaria Fp Cgil Palermo – rischia di aggravare una carenza di operatori socio sanitari già oggi particolarmente pesante, proprio alla vigilia del periodo estivo e con la programmazione delle attività già definita. Le carenze di personale si affrontano con una seria programmazione e con nuove assunzioni, non sottraendo risorse indispensabili ai reparti e ai servizi assistenziali”.

L’Arnas Civico aveva già rappresentato, tra l’altro, i problemi organizzativi che la fuoriuscita del personale convenzionato avrebbe determinato.

“Da mesi chiediamo un confronto con la Seus, con l’assessorato regionale della Salute e con l’Arnas – dichiara Andrea Gattuso, segretario generale Fp Cgil Palermo -È necessario sospendere questo provvedimento e aprire immediatamente un tavolo istituzionale per individuare una soluzione che tuteli contemporaneamente i lavoratori, l’organizzazione dell’ospedale e la continuità dei servizi assistenziali”. 

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito la propria professionalità all’interno dell’Arnas Civico, diventandone parte integrante. Molti – spiega Rosolino Grisanti, dirigente territoriale Fp Cgil Palermo – sono ormai prossimi alla pensione e, dopo tanti anni di attività ospedaliera, rischiano di essere ricollocati in un contesto lavorativo profondamente diverso e particolarmente gravoso”.

La Fp Cgil chiede che venga pittosto valorizzata l’esperienza di questo personale e individuata una soluzione che ne tuteli “il percorso professionale e la dignità” e in assenza di risposte concrete, l’organizzazione sindacale è pronta ad avviare “tutte le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e della qualità del servizio sanitario pubblico”.

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