Difendere e rilanciare l’industria catanese dentro una fase di trasformazioni profonde, segnata da transizione digitale, intelligenza artificiale, riconversione energetica e instabilità geopolitica. E poi ci sono le difficoltà del territorio che necessita di infrastrutture viarie, elettriche e idriche certe e sicure.
È questo il perimetro politico tracciato dal V Congresso Territoriale della Fismic di Catania, riunito il 5 marzo 2026 all’NH Hotel “Parco degli Aragonesi”.
Il Congresso, dal titolo “Il lavoro che cambia. La persona al centro”, ha posto al centro il futuro del sistema produttivo etneo e il ruolo della rappresentanza sindacale in uno scenario in rapida evoluzione.
Viene rieletto per acclamazione segretario generale Fismic Catania e di Filcom Catania, Saro Pappalardo. Compongono la squadra di segreteria: Massimiliano Pistorio e Vincenzo Cantone
“Il lavoro non può essere ridotto a numeri e statistiche – ha affermato il segretario Fismic, Saro Pappalardo, nel corso della sua relazione –. Restituire significato al lavoro significa rimettere al centro la persona, le competenze, la dignità”.
Una linea che tiene insieme politica industriale e tutela occupazionale. Per la Fismic Catania, la sfida non è soltanto accompagnare il cambiamento tecnologico, ma governarlo, evitando che le trasformazioni in atto si traducano in arretramento produttivo o perdita di posti di lavoro.
“Nell’era delle grandi trasformazioni è necessario fermarsi e riflettere sul significato più profondo del lavoro”, ha dichiarato Pappalardo. “C’è una grande necessità di rimettere al centro la Persona, insieme a valori come integrità, onestà, dedizione e capacità di fare squadra. In un contesto così complesso l’approccio non può essere solo individuale: deve essere valorizzato il lavoro di gruppo”.
Ampio spazio è stato dedicato al comparto della microelettronica e, in particolare, al sito catanese di STMicroelectronics, al centro di un confronto nazionale sul piano industriale. La Fismic ha ribadito la richiesta di garanzie chiare sulle mission produttive, sugli investimenti annunciati e sulla tenuta dei livelli occupazionali, in un settore strategico per l’intero territorio e per l’equilibrio industriale dell’area etnea.
Nel corso dei lavori è stato richiamato il ruolo dell’indotto collegato alla microelettronica e la necessità di una visione di filiera che accompagni gli investimenti con strumenti di tutela e sviluppo anche per le aziende collegate. È stata inoltre evidenziata la crescita della rappresentanza sindacale della Fismic in realtà come International Paper Italia, ASM e nel comparto delle telecomunicazioni, oltre che in diverse aziende dell’indotto metalmeccanico, con l’elezione di nuove Rsu e un incremento del numero degli iscritti. Un radicamento che rafforza il peso dell’organizzazione nei tavoli di confronto aziendale su salario, organizzazione del lavoro e sicurezza.
Ai lavori ha partecipato la segretaria nazionale Fabiana Agostini, che ha presieduto il Congresso.
“Viviamo un tempo in cui le certezze dell’industria sembrano sgretolarsi a causa di crisi multiple e convergenti, ma è anche un’occasione per modernizzare il nostro Paese, far crescere il nostro territorio – ha detto -. Il nostro impegno deve essere teso a non sprecare neanche 1 euro degli investimenti previsti. Non è solo una fase di passaggio: è un cambio d’epoca. Se non governata, questa tempesta rischia di trasformarsi in un uragano di perdita di posti di lavoro, desertificazione industriale e aumento delle diseguaglianze territoriali”.
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