<<La Sicilia è in ginocchio. Il ciclone Harry ha colpito l’Isola con una violenza senza precedenti, lasciando dietro di sé, specie nei comuni rivieraschi, distruzione, fango, infrastrutture compromesse, aziende ferme, campagne devastate e migliaia di lavoratori in difficoltà. I danni stimati ammontano a circa 1,5 miliardi di euro, una cifra che fotografa una vera e propria emergenza nazionale. Eppure, di fronte a una catastrofe di tali proporzioni – dichiara Maurizio Grosso, Segretario Generale SIFUS – il Governo Meloni si presenta con gli spiccioli: appena 33,3 milioni di euro. Una somma irrisoria e offensiva, che non copre nemmeno i costi di progettazione, figuriamoci la messa in sicurezza del territorio o il ristoro di cittadini, imprese e lavoratori colpiti. Siamo davanti a una vera e propria sberla istituzionale – sostiene Grosso –. A fronte di 1,5 miliardi di danni, il Governo risponde con una mancia. 


Non è solo insufficiente: è una cifra umiliante, una miseria che mortifica la Sicilia e offende la dignità dei siciliani. E a rendere il quadro ancora più grave è il silenzio assordante della grande stampa che circonda questa tragedia. Ecco perché ci chiediamo – incalza Maurizio Grosso – se l’assenza della grande stampa nazionale sia casuale o studiata. Esiste forse un fango di serie A e un fango di serie B? Ci sono territori che meritano attenzione e altri che possono essere tranquillamente ignorati? 

Ecco perché il SIFUS CIAS pone interrogativi politici chiari e diretti anche alle istituzioni che dovrebbero rappresentare la Sicilia a Roma: Che ne pensa il ministro Musumeci? E cosa ne pensano i parlamentari che hanno gradito essere fotografati in visita nelle aree danneggiate di uno stanziamento che sa di elemosina? Rimarranno zitti mentre la Sicilia affonda nel fango? Ancora una volta la nostra Isola viene trattata come una periferia sacrificabile, buona per la propaganda ma dimenticata quando servono risorse vere. Sulla scorta di queste considerazioni il SIFUS CIAS denuncia con forza questa scelta politica miope e irresponsabile e chiede stanziamenti adeguati ed un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio, la ricostruzione e il rilancio economico e occupazionale della Sicilia. Non accetteremo – aggiunge Grosso – che una tragedia venga gestita con gli spiccioli. La Sicilia merita rispetto… 


Il SIFUS si riserva di intraprendere tutte le iniziative sindacali e di mobilitazione necessarie per difendere il territorio, il lavoro e il futuro dell’Isola i cui danni, non solo nei comuni rivieraschi, sono sotto gli occhi di tutti. Il passaggio del ciclone ha messo in evidenza l’estrema fragilità del territorio siciliano, già duramente provato da anni di incuria, di incendi boschivi, abbandono e dalla mancanza di una seria programmazione degli interventi di manutenzione. Frane, erosione costiera, incendi boschivi, alluvioni, strade dissestate, infrastrutture compromesse, agricoltura in ginocchio con gravi perdite per le aziende agricole e una significativa riduzione delle giornate lavorative per i braccianti rappresentano ormai una drammatica normalità. Adesso, più che mai – dichiara Maurizio Grosso, Segretario Generale del SIFUS CIAS – i danni subiti impongono una profonda e urgente riflessione sulla tutela e sulla cura del territorio siciliano che non può più permettersi interventi sporadici e costosi legati esclusivamente alle emergenze. Serve una programmazione strutturale e concreta, a partire dai tanti terreni interni, collinari e montani oggi abbandonati, che rappresentano le principali cause dei dissesti idrogeologici a monte e delle alluvioni a valle>>. 


Secondo Maurizio Grosso <<è indispensabile affiancare a questi interventi un serio progetto di forestazione e riforestazione, in grado di ridurre concretamente il rischio idrogeologico, salvaguardare il suolo e proteggere i centri abitati, in particolare quelli rivieraschi. Tali interventi preventivi, se già messi in atto attraverso l’utilizzo degli operai forestali — che devono diventare l’avanguardia di una vera e propria “rivoluzione preventiva” — avrebbero potuto ridurre fino all’80% i danni registrati. Per cui ricordo che la prevenzione costa meno della cura, come purtroppo dimostrano i pesanti danni economici provocati dagli eventi odierni>>, conclude il Segretario Generale del SIFUS CIAS il quale lancia un monito: <<Se non si interviene immediatamente con piani concreti, manutenzione programmata e prevenzione, la Sicilia rischia di avviarsi verso una irreversibile desertificazione. Non possiamo più rimandare: difendere il territorio significa difendere il futuro. La priorità, come è ormai evidente, non può essere il Ponte sullo Stretto, ma la manutenzione delle strade, delle autostrade, dei ponti e delle scuole>>.
Nella giornata di venerdì 23 gennaio, il Segretario Nazionale Braccianti, Lino Masi, e il Segretario Generale, Maurizio Grosso, hanno inviato una lettera alla Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maa Elvira Calderone, per richiedere l’adozione di misure straordinarie di sostegno a favore dei braccianti agricoli residenti nei territori colpiti dal ciclone “Harry”.

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