Palermo 30 gennaio 2026 – Ieri a Cinisi, presso “Casa Felicia”, bene confiscato alla mafia nel 2010 e ristrutturato nel 2014, la Cgil ha firmato un protocollo di collaborazione con l’associazione “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato”. “Memoria, democrazia, diritti e antimafia sociale sono le parole chiave al centro dell’iniziativa”.
“E’ un bene confiscato a Tano Badalamenti, mandante dell’omicidio di Peppino, uno spazio che sfruttiamo quotidianamente provando a costruire una cultura dell’antimafia, a raccontare la storia di Peppino alle centinaia di studenti e studentesse che ogni giorno ci vengono a incontrare – dichiara Luisa Impastato, presidente dell’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato – Ringrazio la Cgil per il supporto e il sostegno che ci ha dato e che ci permette di essere non solo qui oggi ma di onorare la promessa fatta a mia nonna Felicia, a cui lo spazio è intitolato, di continuare a sviluppare una coscienza antimafia, a partire da quelle idee coerenti alla storia di Peppino e per noi fondamenta che, accanto al lavoro della magistratura e delle forze ordine, serve per contrastare la mafia e il diffondere di una cultura di violenta, mafiosa”.
“Formalizziamo un rapporto che già esiste da anni con Casa Memoria, legato alla memoria di Peppino e a un impegno comune che parla di antimafia, diritti, riscatto, libertà democrazia – spiega il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo -Viviamo un tempo nel quale è evidente un calo della tensione nella lotta alla mafia, che non può essere affidata alle sole forze dell’ ordine e alla magistratura, oggetto quest’ultima tra l’altro di un attacco senza precedenti. La mafia, anzi le mafie continuano ad agire all’interno di un sistema di rapporti con soggetti diversi che coinvolge politica, economia e finanza, mentre sul territorio occupa gli spazi liberi lasciati dallo Stato. L’antimafia sociale oggi è più debole e divisa. Per questo dobbiamo costruire e rafforzare una ‘rete sociale antimafia’ che valorizzi e metta a fattore comune le esperienze di ciascuno. Questo è il senso di un’iniziativa da estendere anche ad altre realtà, in Sicilia e in Italia”.
“È un impegno che si rafforza e dà vita a un coordinamento che punta sulla formazione per contrastare un fenomeno mafioso sempre più pervasivo in Sicilia e in tutto il Paese – ha detto il segretario generale Cgil Sicilia Alfio Mannino – È necessario combattere con decisione sfruttamento e precarietà nei posti di lavoro, che rappresentano il substrato su cui la mafia prospera. Per questo – aggiunge – occorre strutturare un’azione capace di rendere l’antimafia davvero popolare, diffusa”. Così la segretaria confederale della Cgil nazionale, Lara Ghiglione, che ha concluso l’iniziativa: “Il contrasto alle mafie e l’antimafia sociale sono presupposti fondamentali per un’organizzazione confederale: la Cgil è impegnata da sempre nel contrasto a tutte le mafie, che hanno un impatto molto importante e cruento rispetto ai lavoratori e all’economia sana dei territori. Con una ricaduta drammatica nella qualità del lavoro e dei diritti delle persone”.
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