Un clima sempre più pesante, segnato da malori tra i dipendenti e da un silenzio aziendale definito “assordante”. La FAILP CISAL torna a denunciare con forza quanto accade al Centro di Distribuzione Rapisardi, a Catania, puntando il dito contro Poste Italiane e parlando apertamente di una situazione fuori controllo che metterebbe a rischio la salute dei lavoratori.
A dare voce alla protesta è la segretaria provinciale, Loredana Marcellino, che attacca senza mezzi termini: “È paradossale e inaccettabile che un’Azienda che nei propri comunicati richiama continuamente valori come rispetto, codice etico e tutela della salute, nei fatti resti immobile davanti a comportamenti che stanno portando i lavoratori al collasso fisico per lo stress”. Parole dure che mettono in discussione la gestione del centro e la mancata assunzione di provvedimenti, nonostante le segnalazioni già inoltrate ai vertici.
Secondo la denuncia sindacale, non si tratterebbe più di semplici tensioni interne, ma di una vera emergenza lavorativa. Negli ultimi giorni, infatti, si sarebbero registrati malori tra i dipendenti, con l’intervento del 118 direttamente nel cortile della struttura. Episodi che, per la FAILP CISAL, rappresentano il segnale più evidente di un ambiente ormai divenuto insostenibile, aggravato da disposizioni ritenute improprie e da atteggiamenti giudicati offensivi nei confronti dei lavoratori.
Il punto centrale della denuncia resta però l’inerzia dell’Azienda. “Perché non sono stati presi provvedimenti? Chi sta proteggendo chi?” si chiede il sindacato, evidenziando come, nonostante le comunicazioni ufficiali già inviate, nulla sarebbe cambiato nella gestione quotidiana del centro.
La FAILP CISAL annuncia quindi un inasprimento della mobilitazione, pronta a portare la vicenda fuori dai confini aziendali e a coinvolgere l’Ispettorato del Lavoro e le sedi competenti. “Non resteremo a guardare mentre la dignità dei lavoratori viene calpestata – continua il sindacato –. Se non arriveranno risposte immediate e concrete, la nostra azione diventerà permanente”.
Il sindacato, dunque, lancia un vero e proprio ultimatum a Poste Italiane, chiamata a prendere una posizione chiara: “È il momento di scegliere da che parte stare, se dalla tutela della salute dei dipendenti o dalla difesa di chi abusa del proprio ruolo restando impunito”.
Una presa di posizione netta che apre un nuovo fronte di tensione sul tema delle condizioni di lavoro nel territorio etneo.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.






Commenta con Facebook