Berlino chiama Sicilia, cambiando totalmente la vita a uno studente e danzatore quattordicenne di Palermo, dandogli la possibilità di formarsi in una delle più prestigiose scuole di danza d’Europa: la Staatliche Ballettschule Berlin, la Scuola del Balletto di Stato di Berlino.

 

È stato Marek Różycki in persona, direttore dell’istituto tedesco e tra i coreografi viventi più importanti al mondo, a segnalare e chiamare personalmente nel capoluogo tedesco, dopo averlo notato nel corso di una masterclass tenutasi nel capoluogo siciliano, il palermitano Tancredi Smecca, allievo del maestro Marcello Carini e dello staff Ensemble Company 2.0 asd di Palermo.

 

Tancredi, che ha appena terminato le scuole medie e sta imparando la lingua tedesca, nei prossimi sei anni si formerà culturalmente e artisticamente, in modo totalmente gratuito, nell’istituto tedesco, interamente finanziato dallo Stato e che lo renderà un ballerino professionista.

 

Il giovane, che per realizzare il suo sogno nel mondo della danza dovrà quindi lasciare la famiglia, avrà la possibilità di lavorare con grandi coreografi del panorama internazionale, studiando danza classica, moderna e contemporanea.

 

«Mi trasferirò dal 23 agosto – dice Tancredi – perché in Germania le scuole cominciano presto. Sto imparando il tedesco per presentarmi già pronto per fare conoscere le mie competenze. Lasciare casa mi dispiace. Avrei potuto fare tanto in Italia, ma la Germania e l’estero mi offrono maggiori possibilità per realizzare il mio sogno».

 

 «Per me è sempre un piacere – dice Marcello Carini, che ha formato Tancredi e Art Director di Ensemble Company 2.0 asd – che i miei allievi riescano a trovare il proprio posto nel mondo. E se questo si trova all’estero, che ben venga. La parte che mi rattrista è che l’Italia continua a fare poco per i propri talenti. Quello che normalmente si chiama “fuga di cervelli”, oggi è una “fuga di talenti danzanti”, che colpisce moltissimo la Sicilia. Le istituzioni ormai devono imparare che la danza è un’arte raffinata e ne devono fare motivo di vanto, invece di sprecarla. In questi ultimi anni c’è più fame e voglia di danza, tra i ragazzi in particolare. Prendersi cura dei talenti italiani significa dar loro rassicurazioni sul proprio futuro. Sono troppo poche le compagnie di balletto, quattro in tutto sul nostro territorio nazionale, talvolta con organici ridotti, disposte ad accogliere solamente per brevi periodi».

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