All’Abbazia di San Martino delle scale si inaugura l’antica Forneria del 1500: dove i monaci benedettini producevano e cuocevano il pane per l’intero complesso e che, successivamente, divenne il forno per i preparati galenici, rimedi personalizzati per il paziente che il farmacista allestiva direttamente nel laboratorio della farmacia. L’inaugurazione verrà aperta ufficialmente da Don Vittorio Rizzone e avrà luogo domenica 12 aprile alle ore 16:00.
La forneria (“pistrinum”, in latino), risalente alla metà del 1500, fu originariamente inaugurata nel 1541 dall’Abate Pietro da Piacenza. Sorge nel suggestivo “chiostro dei mestieri”, ovvero: il cuore pulsante delle attività produttive del monastero benedettino.
L’iniziativa, che rappresenta il più ampio progetto di valorizzazione del cenobio, consentirà al pubblico di scoprire un ambiente rimasto per secoli custode della cultura alimentare monastica. All’evento interverranno anche don Riccardo Tumminello, responsabile delle visite e famoso per la trasmisione televisiva “Le ricette del convento”, e Igor Gelarda, il quale guiderà i presenti nel racconto dei segreti dell’Abbazia. Nel percorso espositivo i visitatori potranno ammirare diversi beni monastici: i resti dell’antico forno cinquecentesco, oggetti storici della gastronomia locale- come le antiche formelle per la frutta martorana e stampi settecenteschi per le ostie- e un erbario storico, memoria dell’antica attività dei monaci nella raccolta di erbe curative per i mendicamenti galenici.
“Vogliamo che la gente conosca la storia e la spiritualità benedettina che oggi più che mai è attuale e moderna- affermano don Vittorio Rizzone e don Riccardo Tumminello- l’Abbazia è un esempio di equilibrio e pace interiore in un mondo che ne ha estremo bisogno”.
San Martino delle Scale oltre ad essere uno dei monasteri più grandi d’Italia, è un luogo che ha segnato profondamente la storia siciliana: dai tesori d’arte di Pietro Novelli alla protezione dei capolavori del Museo Salinas durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, questa tradizione di operosità continua attraverso la produzione della celebre birra artigianale Hora Benedicta.





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