Palermo, 8 aprile 2026 – La Flc Cgil Palermo rilancia con forza i timori per i tagli al personale Ata e, in particolare, ai collaboratori scolastici. A decorrere dall’anno scolastico 2026/2027 è prevista infatti una riduzione strutturale di 2.174 posti di collaboratore scolastico, soprattutto nel secondo ciclo di istruzione. Una scelta grave, che secondo le prime stime sindacali rischia di incidere in modo significativo anche sulla Sicilia, con Palermo tra i territori maggiormente esposti e con effetti diretti sulle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado.

“Tagliare i collaboratori scolastici – dichiara Fabio Cirino, segretario generale della Flc Cgil Palermo – significa indebolire il funzionamento quotidiano delle scuole, aggravare i carichi di lavoro, compromettere la vigilanza, la sicurezza, la pulizia, l’accoglienza e l’assistenza materiale agli alunni. È una scelta miope, che non tiene conto della realtà concreta delle nostre scuole e del ruolo essenziale che il personale Ata svolge ogni giorno”.

Per la Flc Cgil Palermo è indispensabile aprire subito un confronto serio sugli organici Ata e superare parametri ormai inadeguati. La scuola non può continuare a essere governata con criteri vecchi mentre aumentano le incombenze amministrative, i bisogni educativi, le esigenze di inclusione e le responsabilità organizzative. Occorre invece investire sul personale, valorizzarlo e rafforzarlo, non ridurlo. “Continueremo – conclude Cirino – a contrastare in ogni sede questi tagli e a rivendicare un piano straordinario di rafforzamento degli organici Ata, perché senza collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici adeguati non c’è scuola che possa davvero funzionare”.

Il tema della centralità del personale Ata è stato posto con forza anche nel recente seminario “ATA al centro della scuola di oggi”, organizzato dalla Flc Cgil Palermo il 19 febbraio, scorso, alla presenza della segretaria generale nazionale Gianna Fracassi e del direttore generale dell’USR Sicilia Filippo Serra. In quella sede è stato evidenziato come i criteri di assegnazione degli organici siano ormai datati e non più rispondenti ai bisogni reali della scuola di oggi, nonostante il calo della popolazione scolastica non abbia affatto ridotto la complessità organizzativa, amministrativa e gestionale delle istituzioni scolastiche.


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