Code chilometriche, automobilisti esasperati, centralini presi d’assalto e scuse ufficiali del sindaco. Quanto accaduto il 10 febbraio scorso lungo la Circonvallazione di Catania non è stato un episodio isolato, ma l’ennesima manifestazione di un problema strutturale che si ripete ogni mattina, soprattutto per chi entra in città dal raccordo A18 – Viale Mediterraneo.

Il 10 febbraio scorso la Circonvallazione di Catania è finita sotto i riflettori per un improvviso e pesante congestionamento che ha mandato in tilt uno degli assi viari più importanti della città. Una combinazione di lavori in corso e traffico intenso nelle ore di punta ha generato rallentamenti diffusi e disagi prolungati, tanto da spingere l’amministrazione comunale a intervenire pubblicamente per chiarire l’accaduto.


Ma ciò che è successo quel giorno è davvero un episodio straordinario? Oppure rappresenta soltanto la manifestazione più evidente di un problema che si ripete con preoccupante regolarità?

La “normalità” delle code mattutine

Per molti automobilisti la risposta è chiara: non si è trattato di un caso isolato. La congestione, infatti, è una costante nelle mattine feriali, soprattutto nella fascia oraria compresa tra le 8:00 e le 11:00.

Il punto critico è ben noto a chi entra in città dall’autostrada A18, immettendosi sul Viale Mediterraneo e proseguendo verso Viale Vincenzo Giuffrida e la Circonvallazione. È qui che, giorno dopo giorno, si forma un imbuto che rallenta il traffico fino quasi a immobilizzarlo. Pochi chilometri possono trasformarsi in un percorso interminabile, con tempi di percorrenza che superano di gran lunga la normalità.


Non si tratta soltanto di un disagio personale per chi arriva tardi al lavoro o a un appuntamento. Le conseguenze sono più ampie: aumento delle emissioni inquinanti, consumo eccessivo di carburante, maggiore stress per i conducenti e un impatto economico che, sommato quotidianamente, diventa significativo per l’intera collettività.

E allora la domanda diventa inevitabile: è possibile che un nodo viario così strategico non riesca a reggere i flussi ordinari di traffico?

Dalla lamentela all’azione: la scelta di scrivere al Sindaco

Proprio all’indomani del caos del 10 febbraio, un cittadino ha deciso di non limitarsi alla protesta verbale o allo sfogo sui social. Alfio Papa, residente a Randazzo ma fruitore abituale della viabilità catanese, ha scelto di scrivere formalmente al Sindaco Enrico Trantino.


Un gesto che merita attenzione non tanto per il tono polemico – che non c’è – quanto per l’approccio: argomentato, tecnico, fondato su riferimenti normativi e sull’esperienza maturata in quarant’anni di guida, di cui trenta nel settore del trasporto pubblico e pesante.

Al centro della sua riflessione c’è un’ipotesi precisa: il problema potrebbe risiedere non solo nei cantieri o nell’eccessivo numero di veicoli, ma nella gestione dei cicli semaforici lungo Viale Vincenzo Giuffrida e sull’asse della Circonvallazione. In particolare nei semafori pedonali immediatamente successivi all’uscita dal Viale Mediterraneo, che secondo il cittadino contribuirebbero a creare un effetto domino nelle ore di massimo afflusso.

La richiesta rivolta all’amministrazione è chiara: disporre un’analisi tecnica approfondita, valutare una riprogrammazione dei tempi semaforici e considerare l’adozione di sistemi più dinamici, capaci di adattarsi ai flussi reali di traffico. Il tutto nel rispetto della sicurezza dei pedoni, ma con un’attenzione concreta all’efficienza complessiva della rete.


Non una critica generica, dunque, ma una proposta di intervento strutturale, accompagnata dal richiamo alle competenze e agli obblighi che la normativa attribuisce ai Comuni in materia di regolamentazione della circolazione.

Una questione che riguarda tutti

L’iniziativa del signor Papa assume un significato più ampio: dimostra che la partecipazione civica può trasformarsi in stimolo costruttivo per l’amministrazione. Non si tratta di puntare il dito, ma di aprire un confronto su un tema che incide quotidianamente sulla vita di migliaia di persone.

Il 10 febbraio ha fatto notizia. Ma la vera notizia potrebbe essere un’altra: la necessità di ripensare in modo sistemico uno dei principali accessi alla città.

Perché se l’eccezionalità di un giorno può essere spiegata, la ripetitività delle code mattutine chiede risposte più profonde. E forse, proprio da una lettera scritta con senso civico e spirito costruttivo, potrebbe partire una riflessione capace di cambiare davvero il volto della mobilità catanese.

Alfio Papa

Luogo: Via Vincenzo Giuffrida, 220, CATANIA, CATANIA, SICILIA

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