La Mercedes Sosa dei siciliani Rosa Balistreri, che nacque a Licata (AG) il 21 marzo 1927 e morì in solitudine a Palermo il 20 settembre 1990, a 63 anni, è protagonista di un libro a lei dedicato dalla Fondazione Made in Sicily, destinato a diventare per la Sicilia e per la storia della musica etnica italiana, una pietra miliare: ‘La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri”, di Felice Liotti, Navarra Editore, pagine 96, € 12.
Si tratta di un racconto appassionante e inedito a più voci di una storia del tutto romantica, intrisa di dolore e passione: l’autore che fu amico della Balistreri fino all’ultimo giorno, Giovanni Callea, presidente della Fondazione, e il musicista Francesco Giunta, appassionato da sempre di Rosa Balestreri, sua musa ispiratrice. In una intervista inedita racconta Rosa anche il pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021) che con lei ebbe una intensa relazione, introducendola nel contesto culturale nazionale e di fatto avviandola alla carriera musicale come interprete originale della sua terra.
Il volume è stato presentato il 21 marzo, giorno del 99° genetliaco di Rosa, a Sferracavallo (Palermo) dove vive Liotti, 90 anni, con la partecipazione oltre che dei soggetti promotori e dell’autore anche Francesco Giunta, Angelo Balsamo – Fondazione Rosa Balistreri, l’editore del libro Ottavio Navarra. Ha moderato il giornalista che ha intervistato più volte la Balistreri Gigi Razete. Alcune delle voci siciliane che cantando Rosa ne custodiscono il ricordo, la memoria, la lezione, Margherita Avvento, Valeria Graziani, Laura Mollica, Alessandra Ponente, Sara Cappello, hanno intonato le canzoni più iconiche della Balistreri.
Il murale che nascerà a Palermo
Nell’occasione, la Fondazione ha annunciato un’altra iniziativa in memoria di Rosa Balistreri: la realizzazione di un murale dedicato alla grande artista siciliana, in collaborazione con la V Circoscrizione di Palermo. L’opera si intitolerà “Cent’anni”, lo stesso nome scelto dalla Fondazione per il programma di iniziative che accompagnerà nel 2027 il centesimo anniversario della nascita di Rosa Balistreri. Il murale rappresenta la quinta tappa dell’Itinerario delle Radici, il progetto artistico che racconta figure simbolo della Sicilia attraverso opere pubbliche nello spazio urbano come quello dedicato a Totò Schillaci, realizzato lo scorso settembre 2025. Il murale sarà realizzato dallo street artist Giulio Rosk, autore a Palermo del ritratto di Giovanni Falcone e della seconda tappa dell’Itinerario delle Radici, realizzata a Piana degli Albanesi. La realizzazione del murale è stata fortemente sostenuta dal Presidente della V Circoscrizione, Andrea Aiello, e si potrà ammirare su un edificio già individuato all’interno del territorio della stessa circoscrizione.
Ricordiamo chi era Rosa Balistreri per capire l’ispirazione del libro
L’infanzia nella povertà estrema, un breve drammatico matrimonio combinato nell’adolescenza, l’esperienza del carcere, i lutti, l’amata figlia e la tormentata relazione a Firenze col pittore Manfredi Lombardi, Rosa Balistreri conobbe il breve ma intenso successo nazionale solo negli Anni 70, pubblicando gran parte dei suoi lavori con la Cetra Folk, tra cui l’album “Terra che non senti”. Nel 1974, partecipò perfino a ‘Canzonissima’, tra gli show del sabato sera più iconici dell’epoca. Poi Rosa Balistreri, ‘simbolo potente della Sicilia’, tra i protagonisti per due stagioni di uno spettacolo teatrale di Dario Fo e che nelle sue graffianti esibizioni era ‘capace di trasformare il dolore in voce e la verità in canto”, lei, stimata e cercata da intellettuali come Andrea Camilleri, passò di moda. Fino ai primi anni 2000, quando il suo repertorio di ‘cantastorie’, fra tradizione e innovazione, riemerge quale riferimento di culto per intenditori di musica siciliana, trovando spazio in festival di settore, mentre la sua vicenda artistica e privata è raccontata in programmi televisivi, come nel 2017 ‘Italiani’ con Paolo Mieli su Rai 3, e film come il documentario monografico “Rosa Balistreri – un film senza autore” di Marta La Licata, con la regia di Fedora Sasso, e il film di Nello Correale “La voce di Rosa”. Nel 2024, per volontà del Centro studi di cultura siciliana e meridionale, lo stesso Comune di Licata riconosce il valore della Balistreri facendo della sua casa natia un museo.
Il libro
Ora nel libro di Liotti si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe e anche foto e documenti esclusivi. La sua pubblicazione, quale significativa anticipazione del centenario dell’artista, che cadrà nel 2027, segna l’avvio di una serie di eventi, promossi dalla Fondazione Made in Sicily ETS di Giovanni Callea e Davide Morici, pensati per riportare la Balestreri in primo piano sulla scena culturale non solo siciliana, ma pure nazionale.
Il volume “La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri” offre una Prefazione di Giovanni Callea, presidente di Fondazione Made in Sicily, l’Introduzione del musicista Francesco Giunta e due testi inediti – la storia di Rosa Balistreri raccontata da Felice Liotti e l’intervista al pittore fiorentino Manfredi Lombardi (scomparso nel 2021). Inoltre, foto e documenti mai pubblicati prima, come l’immagine unica dell’artista sul letto di morte ritratta dallo stesso Liotti. “
Liotti, Giunta, Callea: tre ‘innamorati’ di Rosa Balistreri ai quali si deve la salvaguardia del patrimonio di nastri magnetici, vinili, fotografie, testimonianze dell’artista mai conosciute, raccolte e preservate da Liotti e confluite nel Fondo omonimo istituito dalla Fondazione Made in Sicily nel 2025.
A Francesco Giunta si deve in primis la ristampa in CD della discografia di Rosa con l’etichetta discografica “Teatro del Sole”, da lui fondata nel 1996 con questa missione e che ospita nel suo catalogo dieci titoli dedicati alla grande artista licatese. Tra questi, a fianco dei quattro capolavori pubblicati con la Fonit Cetra, due CD di “Rari e Inediti” che contengono brani assenti nella discografia ufficiale e sconosciuti, come “Quannu moru”, “Rosa canta e cunta” e “Mafia e parrini”, diventati iconici e tra i più riproposti per ricordarla. Spiega: “Riduttivo pensare a Rosa Balistreri come a una cantante folk perché le sue interpretazioni sono assenti nell’insieme dei brani considerati tradizionali nel periodo della sua fama. La gran parte dei brani di Rosa attinge piuttosto, in un primo momento, allo straordinario lavoro di recupero che fece Giuseppe Ganduscio qualche anno prima, partendo dal cosiddetto “Corpus del Favara”, per poi attingere successivamente ad altre fonti e collaborazioni. Proprio questo cruciale e fondamentale aspetto della originalità e centralità della figura di Rosa sarà tra i temi delle iniziative in programma in vista del centenario”.
Giovanni Callea, in occasione dell’ottantesimo compleanno di Rosa, aveva coprodotto con Giunta il secondo CD di inediti (Rosa canta e cunta, 2007) e una raccolta di tributi di giovani artisti (Buon compleanno Rosa), distribuita con il Giornale di Sicilia. In quel CD fu inserito un tributo a ‘Quannu moru’, eseguito da tre grandi della musica folk italiana: Fausta Vetere, Lucilla Galeazzi e Clara Murtas. Inoltre, avendo organizzato un concerto della cantante dei Madredeus Teresa Salgueiro al Teatro Massimo di Palermo, Callea le fece chiudere lo spettacolo con ‘Quannu moru’. Il brano con la voce della Balistreri, nel 2008 lo portò infine all’attenzione di Wim Wenders che lo inserì nel film “Palermo Shooting”.
Felice Liotti fu l’amico fedele degli ultimi anni di Rosa Balistreri, quello che continuò a credere nel suo valore quando nessuno se ne curava più: per cinquant’anni ha raccolto ogni documento, testo, vinile, etc. dell’artista con scrupolo e generosità.
Per esempio, di ‘Quannu moru’ esiste in una sola registrazione che Rosa realizzò per Felice, in una sua trasmissione radiofonica, pochi mesi prima di morire. Senza quella registrazione non conosceremmo uno dei brani più rappresentativi della musica siciliana.
Insomma, nel libro “La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri” si possono scoprire e gustare aneddoti e dettagli della vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri che non sono mai stati divulgati da fonti certe, e anche foto e documenti esclusivi.
“Il volume e le iniziative culturali che seguiranno da qui al 2027 per celebrare Rosa Balistreri – spiegano Callea e Morici – sono frutto della responsabilità che ci siamo assunti di preservare e valorizzare l’eredità culturale straordinaria, venata di profonda affettività, che ci ha conferito Felice Liotti per dare seguito al percorso intrapreso a sua volta dalla figlia di Rosa, Angela Torregrossa, di recente venuta a mancare. Nel libro, il racconto di Felice – testimone del crepuscolo di Rosa – e quello di Manfredi – testimone della sua alba artistica, sono due punti opposti della stessa parabola, due sguardi diversi, nella sostanza e nella forma, ma uniti da un legame indissolubile con la stessa donna, la stessa voce, la stessa Sicilia. Un omaggio a Rosa Balistreri, per garantire insieme al Fondo Liotti, che la sua memoria rimanga viva e accessibile, ma anche profondamente legata a Felice”.
E poi un appello: “Perché la più grande collezione di inediti di Rosa Balistreri compresa nel Fondo Liotti venga resa fruibile da tutti – studiosi, studenti e comunità- adesso è urgente l’opera di digitalizzazione. Ci rivolgiamo ad appassionati e istituzioni: per contribuire allo sviluppo del progetto scrivere a foundation@ilmadeinsicily.it. Il Fondo Liotti offre molte ore di audio inediti, un vasto archivio fotografico, una discografia quasi completa, un’importante bibliografia di riferimento. Custodire il ricordo del passato non è nostalgia. È una scelta di futuro”.
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