il corpo è irriconoscibile, verrà eseguito l'esame del dna

Cadavere di Caronia, ritrovata la seconda donna scomparsa, si infittisce il giallo sulla sorte di Viviana e del piccolo Gioele

E’ stata ritrovata dopo un giorno di ricerche F.P., 43 anni, la donna madre di tre figli scomparsa a Castel di Lucio, un piccolo paese dei Nebrodi a una ventina di chilometri da Caronia. La donna, che si era allontanata con una Fiat Bravo e aveva lasciato il cellulare in casa, è stata rintracciata da un’amica a Sant’Agata di Militello, altro centro a una trentina di chilometri da Caronia. Sulle ragioni della sua scomparsa, la donna viene sentita ora dai carabinieri.

Si era temuto il peggio quando nel primo pomeriggio di oggi, il cadavere irriconoscibile di una donna è stato trovato nei boschi di Caronia (in provincia di Messina) dove si cerca da sei giorni la dj Viviana Parisi scomparsa con il figlio Gioele di 4 anni.

Non si può al momento stabilire un collegamento certo tra il ritrovamento del corpo e la scomparsa di madre e figlio.
La donna trovata morta a Caronia indossa un paio di pantaloncini jeans, una maglietta e un paio di scarpe bianche. Una scarpa era indossata, l’altra è stata trovata vicino al cadavere che giaceva bocconi tra gli alberi di una boscaglia non molto distante dal punto dell’autostrada A20 da cui Viviana Parisi si è allontanata. Le squadre di ricerca stamane avevano quindi concentrato le ricerche nella zona non solo di mamma Viviana, ma anche della donna di Castel di Lucio, madre di tre figli, fortunatamente ritrovata.

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Almeno un indumento sul corpo di donna ritrovato a Caronia potrebbe corrispondere ad uno dei capi che indossava Viviana il giorno della scomparsa ma per avere certezze sull’identificazione del cadavere sarà necessario attendere l’esame del dna.

Intanto c’è grande paura per la sorte di mamma Viviana e del piccolo Gioele, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i movimenti della donna.

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“Gli scontrini del pedaggio ci dicono che ci sono venti minuti di buco tra il momento in cui è uscita e il momento in cui è rientrata. Dal suo paese, Venetico, ha raggiunto Milazzo. Qui, anziché fermarsi come aveva detto al marito, ha imboccato l’autostrada in direzione Palermo ed è uscita allo svincolo di Sant’Agata, senza pagare il pedaggio. A Sant’Agata non sappiamo cos’abbia fatto per venti minuti, poi si è rimessa in marcia fino al punto in cui è accaduto l’incidente in autostrada”.
E’ la ricostruzione degli ultimi venti minuti noti di Viviana Parisi secondo il pm Angelo Cavallo che sta coordinando le indagini. Intervistato dalla Stampa, sull’ipotesi che Viviana abbia cambiato programma, spiega: “Non ci sono testimoni che ce lo confermino. E purtroppo non ci sono registrazioni video: le videocamere dell’autostrada sono tutte guaste e i caselli sono automatici. Tranne che all’inizio del viaggio: a Milazzo in macchina c’era lei con il figlio”.

“Non escludiamo alcuna pista né alcuna ipotesi – continua -, dal gesto estremo all’allontanamento volontario. Il primo posto dove abbiamo cercato è stato il viadotto autostradale immediatamente successivo al punto dell’incidente, nell’ipotesi del suicidio. Non c’è niente. Ma difficile sarebbe stato già raggiungerlo. Dal punto in cui si è fermata la macchina, chiunque avrebbe avuto ben poca possibilità di muoversi. C’è un varco nel guardrail, è vero, ma poi c’è un terreno pieno di rovi, e poi ancora – parallelo all’autostrada – prima un canalone profondo due metri e poi, proseguendo, una solida rete alta un metro e mezzo che non presenta alcuno squarcio”.

“Sono possibili entrambe le ipotesi”, aggiunge sulla possibilità che sia stata caricata a bordo da qualcuno che conosceva o da qualcuno che non conosceva, “come è possibile che siano morti, e non siamo ancora riusciti a ritrovarli. Ma per quanto e come li stiamo cercando, è un’ipotesi che ha l’un per cento di probabilità. Io mi auguro che chiami, e che dica che stanno bene”.

Nei giorni scorsi il marito di Viviana Parisi le ha rivolto un appello, nella speranza che lei ed il figlio siano ancora vivi, affinché la donna e il piccolo tornino a casa.

Non c’è ancora un riconoscimento ufficiale ma molti elementi inducono gli investigatori a ritenere che il corpo ritrovato a Caronia sia proprio quello della dj Viviana Parisi. Il giallo presenta un altro risvolto drammatico non ancora risolto: se la donna morta è proprio Viviana, dov’è finito il figlio Gioele di 4 anni con cui è scomparsa?

Le ricerche del bambino sono riprese con un massiccio impegno di uomini, mezzi e cani molecolari che proseguiranno per tutta la notte. L’area divisa per reticoli è di oltre 300 ettari. Le ricerche si svilupperanno a partire dal punto in cui è stato ritrovato il cadavere irriconoscibile della donna. In linea d’aria è a meno di un chilometro dalla galleria Pizzo Turda nel quale Viviana Parisi ha avuto il lieve incidente con il furgone degli operai di una ditta di manutenzione.

Secondo la ricostruzione degli stessi operai, che si sono subito fermati per deviare il traffico, la donna avrebbe proseguito per un tratto e poi sarebbe scomparsa. I vigli del fuoco hanno seguito le sue tracce per alcune centinaia di metri. La logica avrebbe voluto che Viviana imboccasse un varco sul lato destro della carreggiata.

Invece, la posizione del cadavere, ammesso che sia proprio quello della donna, indica che abbia lasciato a piedi l’autostrada scavalcando il guard rail a sinistra. Da qui si sarebbe allontanata per alcune centinaia di metri prima di trovare la morte nella boscaglia vicina. Gli operai sostengono che era sola (altri dicono che fosse con il figlio). Resta da capire a questo punto dove sia finito Gioele.

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