Dal 28 maggio scorso è in vigore il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che istituisce il bonus decoder TV 2026: un voucher da 30 a 70 euro per l’acquisto di un decoder compatibile con i nuovi standard di trasmissione televisiva. I fondi totali ammontano a 30 milioni di euro, le domande saranno accolte in ordine cronologico fino a esaurimento. Non esistono soglie ISEE o limiti di reddito. Chi non si muove in tempo rischia di restare fuori.

Perché esiste questo bonus: la transizione televisiva che non è ancora finita

La televisione italiana sta cambiando standard tecnico. Il digitale terrestre si è spostato verso il DVB-T2 con codifica HEVC Main 10, mentre il satellite richiede DVB-S2. Il problema è che milioni di apparecchi ancora in uso nelle case italiane non reggono questi formati. Un rapporto Censis della fine del 2023 stimava quasi 20,7 milioni di televisori non compatibili sul totale di circa 43,4 milioni presenti nelle abitazioni italiane, pari al 47,6% del parco televisori nazionale. In termini di famiglie, la stima parlava di 8,4 milioni di nuclei con almeno un televisore fuori standard. Un rapporto Auditel dell’aprile 2023 indicava invece circa 6 milioni di famiglie (una su quattro) senza una tv compatibile con il DVB-T2, con oltre 14 milioni di apparecchi non conformi.

Le stime variano a seconda della fonte e dell’anno, ma convergono su una certezza: la platea è enorme. La Rai ha tamponato trasmettendo in simulcast, cioè diffondendo i propri canali principali sia sul vecchio che sul nuovo standard. Una soluzione provvisoria, che non può durare a tempo indeterminato. Quando arriverà il definitivo switch-off, chi non ha aggiornato il proprio apparecchio si troverà con lo schermo spento.

Tutti i precedenti incentivi statali per l’adeguamento degli apparecchi erano stati esauriti e non erano stati rinnovati nella Legge di Bilancio 2025. Il bonus 2026 arriva a colmare quel vuoto.

Quanto vale il voucher e per quali apparecchi

Il contributo funziona come uno sconto diretto in fattura: non è un rimborso da richiedere dopo l’acquisto, ma una riduzione immediata applicata dal venditore al momento della transazione. Questo significa che non si anticipa l’intero importo per poi aspettare un accredito.

Il tetto massimo è di 30 euro per i decoder digitali terrestri e di 70 euro per i decoder satellitari. In entrambi i casi, il contributo non può superare il 70% del prezzo di acquisto del dispositivo.

Sul fronte tecnico i requisiti sono vincolanti. Per il digitale terrestre è obbligatorio il supporto allo standard DVB-T2 e alla codifica HEVC Main 10. Per il satellite serve il supporto a DVB-S2 e HEVC a 10 bit. L’elenco dei modelli ammessi verrà pubblicato direttamente sul sito del MIMIT: solo i decoder presenti in quella lista daranno diritto allo sconto.

Chi può fare domanda

Il bonus è aperto a tutti i cittadini maggiorenni, senza distinzioni di reddito o categorie prioritarie. Non ci sono soglie ISEE da rispettare. I requisiti da soddisfare sono tre.

Il primo: il nucleo familiare deve essere in regola con il pagamento del canone RAI.

Il secondo: ogni famiglia anagrafica può richiedere un solo voucher.

Il terzo: nessun componente del nucleo deve aver già beneficiato di precedenti misure statali di sostegno per lo stesso scopo (i bonus decoder delle tornate precedenti).

Soddisfatti questi tre requisiti, la domanda può essere presentata da un qualunque membro maggiorenne del nucleo familiare.

Come funziona la procedura: piattaforma Pari, App IO e SPID

La gestione è interamente digitale. Il canale principale è la piattaforma Pari di PagoPa, accessibile tramite App IO oppure via browser con SPID o Carta d’Identità Elettronica.

Una volta effettuato l’accesso, la piattaforma avvia una verifica automatica dei requisiti. Interroga l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) per controllare la composizione del nucleo familiare, e la banca dati dell’Agenzia delle Entrate per verificare il regolare pagamento del canone RAI. Se i controlli vanno a buon fine, viene rilasciato un codice alfanumerico: il voucher vero e proprio.

Questo codice va presentato al momento dell’acquisto presso uno dei rivenditori aderenti. Il venditore verifica la validità del codice sulla piattaforma, emette una fattura che riporta sia il prezzo pieno sia la riduzione applicata, e recupera la differenza tramite rimborso da Invitalia, previa verifica della documentazione fiscale.

Quando aprono le domande

La data di apertura delle domande non è ancora stata comunicata. Il decreto del 28 maggio ha fissato le regole, ma un successivo provvedimento stabilirà il momento di avvio e la durata dei voucher. Non appena disponibile, l’informazione sarà pubblicata sul sito del MIMIT.

La struttura del bonus è a sportello: le domande vengono accolte in ordine cronologico fino a esaurimento dei 28,8 milioni di euro destinati ai cittadini. I restanti 1,2 milioni (pari al 4% del totale) coprono i costi di gestione della piattaforma. Considerando che la platea potenziale si misura in milioni di famiglie e i fondi disponibili sono limitati, conviene tenersi aggiornati e presentare domanda appena si aprono i termini.

Un riferimento utile per seguire gli aggiornamenti è il sito ufficiale del MIMIT, dove sarà pubblicato anche l’elenco dei decoder ammessi.