Una vincita da 500mila euro, un regalo per l’8 marzo e una scomparsa che lascia interrogativi aperti. A Carsoli, in Abruzzo, la storia del Gratta e Vinci acquistato al Bar Renato continua a far discutere. A distanza di giorni, la donna che ha incassato il biglietto non è ancora tornata a casa, mentre il compagno ha deciso di non denunciarla. Lo racconta Manlio Biancone su Il Messaggero.

Il racconto: un regalo trasformato in caso nazionale

Tutto inizia l’8 marzo, davanti alla cassa del Bar Renato, nel centro commerciale del paese. L’uomo, operaio edile di origine rumena ma residente da anni a Carsoli, compra un biglietto Gratta e Vinci per la compagna.

«Invece della mimosa ti regalo questo».

Un gesto semplice che si trasforma in una vincita da mezzo milione di euro. Ma la felicità dura poco.

Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe depositato il biglietto in banca e poi si sarebbe allontanata senza più fare ritorno. Da quel momento, il compagno non è più riuscito a contattarla.

“Non è preoccupato”: la scelta che sorprende

A raccontare lo stato d’animo dell’uomo è un amico, che descrive una reazione inattesa.

«È tranquillo, non sembra affatto preoccupato e dice che tutto va bene».

Nonostante l’assenza della compagna, l’uomo non avrebbe cambiato atteggiamento.

«Intanto – continua – la sua compagna non è ancora tornata a casa, ma questo non sembra preoccuparlo».

Una posizione che contrasta con quanto inizialmente dichiarato. Nei primi momenti, infatti, l’uomo aveva parlato di una possibile denuncia. Poi la decisione opposta: nessuna azione legale.

«Evidentemente spera che la sua compagna torni a casa nei prossimi giorni. Lui è sempre pronto a riabbracciarla».

Il biglietto verificato: la conferma del bar

Nel frattempo, la vicenda ha attirato l’attenzione di residenti e curiosi. Al Bar Renato, dove tutto è iniziato, in molti hanno chiesto informazioni sulla vincita.

Il titolare ha confermato l’autenticità del biglietto.

«La donna mi ha mostrato il biglietto vincente e ho verificato due volte».

Per motivi di privacy, però, ha scelto di non rivelare ulteriori dettagli.

«Per la privacy mi sono astenuto dal rispondere».

Una storia che divide tra social e territorio

La vicenda ha rapidamente superato i confini locali, diventando un caso nazionale. Sui social si moltiplicano commenti e interpretazioni.

Da una parte chi parla di tradimento della fiducia, dall’altra chi invita alla cautela, sottolineando che la dinamica reale potrebbe essere più complessa.

Il contesto locale: una comunità radicata

Il sindaco di Carsoli, Alessandro Marcangeli, ha chiarito di non conoscere direttamente i protagonisti della storia, ma ha fornito un elemento di contesto: «La comunità rumena è molto numerosa e rappresenta quella straniera più consistente sul territorio».