Nella notte tra il 9 e il 10 giugno, al Target Center di Minneapolis, la siciliana Costanza Verona è entrata in campo in regular season WNBA per la prima volta. Sei minuti scarsi, quattro punti, due assist, due tiri tentati e due centrati. Una palermitana sul parquet della lega professionistica femminile americana: non era mai successo.
Dallas ha perso contro Minnesota con un netto 76-100, in una partita già compromessa al primo intervallo (38-58 per le Lynx). Ma i numeri della sconfitta non cambiano il peso di quel momento per il basket femminile italiano.
Il contesto della partita: Minnesota domina, Dallas soffre
Le Minnesota Lynx hanno aperto la gara con un parziale che non ha lasciato margini di interpretazione: 30-18 al termine del primo quarto, poi 58-38 all’intervallo. Olivia Miles ha guidato l’attacco delle Lynx con 24 punti, 7 rimbalzi e 6 assist, su un collettivo che ha chiuso con il 53,5% dal campo e il 50% dall’arco. Kayla McBride ha aggiunto 22 punti (4/6 da tre), Natasha Howard 21 e Courtney Williams 16 punti con 8 rimbalzi. Dall’altra parte, Arike Ogunbowale ha prodotto 16 punti per Dallas, seconda realizzatrice dopo Paige Bueckers ferma a 23. Le Wings hanno chiuso con il 37,7% dal campo e un desolante 28,6% dall’arco: percentuali che spiegano da sole il passivo.
Cosa ha fatto Verona in quei sei minuti
Quattro punti, due assist, zero errori al tiro: è la prova che lo spazio trovato è stato sfruttato. In una gara già compromessa, l’ingresso di Verona ha consegnato alla storia del basket italiano un dato semplice: una giocatrice palermitana, nata e cresciuta nel vivaio del Verga Palermo, ha giocato in WNBA.
Come ricordato nell’articolo del 12 aprile qui su BlogSicilia, Verona era arrivata a Dallas con un training camp contract: un invito a dimostrare il proprio valore, senza garanzie sulla regular season. Quella serata al Target Center è la risposta più concreta a quella scommessa.
Il percorso che ha reso possibile il debutto
Costanza Verona, 26 anni, è la playmaker titolare della Nazionale italiana. Prima di Dallas, cinque stagioni consecutive con la Famila Wuber Schio, tre scudetti, quattro Coppe Italia, tre Supercoppe e una presenza continuativa in EuroLeague. In Serie A1 ha chiuso con medie di 8,8 punti, 4,0 assist e 2,9 rimbalzi a partita.
A livello internazionale, il 2025 è stato l’anno del bronzo al FIBA Women’s EuroBasket: Italia terza dopo trent’anni di assenza dal podio continentale, con Verona autrice di 11 punti nella finale per il bronzo vinta contro la Francia (69-54). Poi il torneo di qualificazione mondiale a Puerto Rico, dove ha guidato l’Italia con 3,5 assist di media su cinque gare, conquistando il pass per la Coppa del Mondo 2026.
La convocazione a Dallas è stata la conseguenza di un curriculum europeo costruito partita dopo partita, dal capoluogo siciliano fino alle arene di EuroLeague.
Uno storico che non aveva precedenti
Il basket siciliano non aveva mai espresso una giocatrice in WNBA. Non con una partita giocata, non con un minuto disputato in regular season. Fino a ieri notte. Costanza Verona ha cambiato questo dato. Lo ha fatto in una sconfitta, in sei minuti, con una squadra in difficoltà strutturale. Ma lo ha fatto.






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