Nelle ultime ore si sono moltiplicati gli attacchi missilistici nel Golfo Persico, mentre alcune grandi compagnie petrolifere hanno iniziato a ridurre il personale nei giacimenti di Iraq e Kuwait, un segnale diretto delle preoccupazioni del settore energetico globale.
Secondo Reuters, infatti, diverse società energetiche stanno evacuando parte del personale dai campi petroliferi della regione, una misura di sicurezza che in passato è stata adottata solo nei momenti di crisi più acute.
La decisione arriva mentre gli attacchi militari e le contromisure si intensificano su più fronti: dai raid israeliani sul territorio iraniano ai lanci di missili verso i Paesi del Golfo, fino alle manovre militari degli Stati Uniti.
Nuovi attacchi missilistici verso Qatar e Bahrein
Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, nelle ultime ore – contrariamente a quanto annunciato dal presidente iraniano – è stata registrata una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni diretti verso Bahrain e Qatar.
Il Ministero della Difesa del Bahrein ha dichiarato che le difese aeree del Paese hanno intercettato due missili e un drone diretti verso il territorio nazionale.
Raid israeliani su Teheran e Isfahan
Parallelamente agli attacchi nel Golfo, l’esercito israeliano ha avviato una nuova operazione militare sul territorio iraniano.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver lanciato «un’ampia ondata di attacchi contro l’infrastruttura del regime terroristico iraniano a Teheran e Isfahan».
Le due città rappresentano nodi strategici della struttura militare e industriale della Repubblica islamica.
Teheran è il centro politico e militare del Paese, mentre Isfahan ospita importanti impianti industriali e infrastrutture legate ai programmi militari iraniani.
Attacco rivendicato contro una base americana negli Emirati
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno anche dichiarato di aver colpito la base militare di Al-Dhafra, negli Emirati, prendendo di mira il centro di combattimento aereo statunitense e il centro di comunicazioni satellitari della base.
Al-Dhafra è una delle principali installazioni militari utilizzate dagli Stati Uniti nella regione del Golfo.
Il mercato azionario iraniano chiuso a tempo indeterminato
La guerra sta avendo effetti immediati anche sull’economia interna iraniana.
Secondo l’agenzia Tasnim, il Consiglio Superiore del Mercato Azionario iraniano ha deciso di chiudere la borsa fino a nuovo avviso.
La misura è stata presa «per proteggere i beni dei cittadini e delle aziende».
Restrizioni alla diffusione di immagini e video
Il governo iraniano ha introdotto anche nuove limitazioni sulla diffusione di informazioni.
Il Ministero dell’Informazione iraniano ha avvertito che la pubblicazione o trasmissione di foto e video legati alla guerra è soggetta all’articolo 4 della legge sul rafforzamento delle sanzioni per la collaborazione con il regime sionista e i paesi ostili.
La comunicazione ufficiale è stata diffusa dall’agenzia di Stato IRNA.
La norma prevede sanzioni severe per chi diffonde contenuti ritenuti utili a Paesi considerati ostili.
Stati Uniti: esercitazioni militari sospese e possibili preparativi
Sul fronte americano emergono segnali di possibili preparativi militari.
Secondo il Wall Street Journal, l’esercito degli Stati Uniti ha interrotto improvvisamente le esercitazioni della 82ª divisione aerotrasportata nello Stato della Louisiana.
La 82ª è una delle unità d’élite dell’esercito americano e viene utilizzata in operazioni di dispiegamento rapido.
La sospensione delle esercitazioni viene interpretata da alcuni analisti come un possibile indizio di preparativi per un’operazione militare più ampia.
Washington monitora l’assistenza russa all’Iran
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno osservando con attenzione l’eventuale supporto della Russia all’Iran.
Secondo Hegseth, Washingto sta monitorando l’assistenza russa e la sta tenendo in considerazione nei piani di battaglia.
L’istruzione iraniana passa alla didattica a distanza
Le tensioni stanno influenzando anche la vita civile in Iran.
Il Ministero dell’Istruzione iraniano ha annunciato che, a partire da domani, le scuole del Paese passeranno alla didattica a distanza.
La decisione arriva dopo la fine di sette giorni di lutto nazionale proclamati in seguito alla morte del Leader Supremo.
Energia e industria europea sotto osservazione
La crisi nel Golfo potrebbe avere conseguenze anche per l’Europa.
L’ambasciata russa in Sudafrica ha scritto su X che l’Unione Europea aveva già pianificato di fermare tutte le importazioni di gas russo entro il 1° gennaio 2027, contando sulle forniture degli Stati Uniti e del Qatar. Secondo il messaggio pubblicato sul social network, la perdita del GNL qatariota e l’interruzione delle forniture russe potrebbero provocare una crisi industriale europea e ridurre la produzione di munizioni necessarie allo sforzo bellico ucraino.
Minaccia degli Houthi: «L’espansione della guerra è solo questione di tempo»
La crisi potrebbe coinvolgere anche altri attori regionali. In un’intervista al New York Times, un alto funzionario del movimento Houthi ha dichiarato: «L’espansione della guerra ad altri Paesi è solo questione di tempo e il nostro dito è sul grilletto. Gli Stati Uniti saranno i grandi perdenti in questo scenario».
Secondo stime americane citate dai media israeliani, i ribelli Houthi potrebbero entrare nel conflitto se ritenessero che il regime iraniano sia vicino al collasso.
FAQ
Perché le compagnie petrolifere stanno evacuando il personale?
Le aziende stanno riducendo la presenza nei giacimenti di Iraq e Kuwait per motivi di sicurezza legati all’escalation militare nella regione.
Quali Paesi del Golfo sono stati colpiti dagli attacchi?
Secondo le informazioni disponibili, missili e droni sono stati diretti verso Bahrain e Qatar.
Perché la borsa iraniana è stata chiusa?
Il Consiglio Superiore del Mercato Azionario ha deciso la sospensione per proteggere il patrimonio di cittadini e imprese durante la crisi.
Gli Houthi potrebbero entrare nel conflitto?
Un dirigente del movimento ha dichiarato che l’espansione della guerra è possibile e che gli Stati Uniti potrebbero subirne le conseguenze.






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