Oltre lo stretto

Il Senato vota l’abolizione dei vitalizi, in Finanziaria norme per imporre il taglio anche alle Regioni

Dal 1 gennaio 2019 addio ai vitalizi. Il consiglio di presidenza del Senato ha approvato la delibera che cancella le pesnioni degli ex senatori anche se lo ha fatto solo a maggioranza. I sentaori di Forza Italia e Pd sono usciti al momento del voto e uno dei presenti si è astenuto. La delibera passa anche se sarà più difficile che regga al vaglio giudiziaio.

Il Movimento 5 stelle festeggia e parla di 56 milioni di euro risparmiati e di promessa mantenuta ma va anche oltre e sull’onda dell’entusiasmo annuncia anche l’intenzione di inserire una norma nella legge di stabilità che imponga alle Regioni di abolire i propri di vitalizi e vuole farlo con una riforma di sistema per imporre questa abolizione anche alle Regione a Statuto speciale ed alle province Autonome.

Ad annunciare questa intenzione è Luigi Di Maio che spiega anche come si intende imporre questa riforma. In assenza di abolizione lo stato potrebbe bloccare contributi e trasferimenti alle amministrazione locali. Insomma l’intenzione è quella di ‘affamare’, le amministrazioni che non si piegano.

“Dopo l’ok alla Camera e ora al Senato, cade definitivamente lo scudo dietro al quale si è finora riparato chi all’Assemblea siciliana ha posto problemi per l’abolizione dei vitalizi agli ex deputati regionali – dice il vice presidente dell’Assemblea siciliana e portavoce del M5s, Giancarlo Cancelleri -. Noi la proposta l’abbiamo consegnata da mesi, siamo pronti a dare battaglia in ufficio di Presidenza. Mi rivolgo al presidente Gianfranco Miccichè: vuoi ancora nasconderti dietro allo scudo dei pareri tecnici o vuoi contribuire a scrivere una nuova pagina di storia in Sicilia?”.

Ma intanto gli ex Parlamentari preparano battaglia giudiziaria. Oltre al ricorso di costituzionalità e di legittimità pronta anche una causa per danni che ipotizza un risarcimentod a 10 milioni di euro per ogni parlamentare in pensione, danni che gli ex deputati e senatori chiederanno personalmente a chi ha votato le delibere, insomma puntando al patrimonio personale degli attuali deputati e senatori.

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