L’Iran ha minacciato di colpire banche statunitensi e centri economici nel Medio Oriente.

Attraverso i media di Stato, infatti, il comando militare centrale iraniano ha parlato di una “risposta dolorosa” contro istituzioni economiche legate a Stati Uniti e Israele. Secondo le autorità iraniane, le strutture finanziarie saranno i prossimi obiettivi delle operazioni militari.

L’attacco alla banca iraniana e la risposta di Teheran

La nuova minaccia arriva dopo un attacco notturno attribuito a Stati Uniti e Israele contro Bank Sepah a Teheran, un istituto finanziario iraniano considerato vicino alle strutture militari del Paese.

Secondo i media statali iraniani, l’attacco avrebbe provocato la morte di diversi dipendenti della banca nella zona nord della capitale.

Il comando militare iraniano ha dichiarato: “Dopo la loro campagna fallita, l’esercito terroristico degli Stati Uniti e il crudele regime sionista hanno preso di mira una delle banche del Paese”.

E ha aggiunto: “Con questa azione illegittima e insolita, il nemico ci costringe a colpire centri economici e banche legati agli Stati Uniti e al regime sionista nella regione”.

Le autorità iraniane hanno persino invitato i civili a tenersi ad almeno un chilometro di distanza dalle istituzioni finanziarie considerate potenziali bersagli.

Attacchi contro alleati occidentali nel Golfo

Nel frattempo l’Iran ha continuato a colpire Israele e diversi alleati occidentali nella regione del Golfo come ritorsione per l’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei.

Stamattina, 11 marzo, due droni hanno colpito l’aeroporto internazionale di Dubai, provocando il ferimento di quattro persone: due cittadini del Ghana, uno del Bangladesh e un indiano (con le ferite più serie).

Secondo gli Emirati Arabi Uniti, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato 1.475 droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra, iniziata dodici giorni fa.

Incendi su tre navi commerciali nello Stretto di Hormuz

La crisi ha colpito direttamente anche il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale.

Tre navi commerciali sono state colpite da proiettili di origine sconosciuta.

L’attacco più grave ha coinvolto la nave cargo battente bandiera thailandese Mayuree Naree, colpita da un proiettile alle 4:35 GMT mentre si trovava 11 miglia nautiche a nord dell’Oman.

L’impatto ha provocato un incendio a bordo.

L’agenzia marittima UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations) ha riferito che l’equipaggio ha iniziato le procedure di evacuazione.

La marina omanita ha salvato 20 membri dell’equipaggio, mentre tre risultano dispersi.

Nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.

Altri attacchi contro navi commerciali

Sempre nelle acque del Golfo Persico sono stati registrati altri due incidenti.

La nave container battente bandiera giapponese One Majesty ha subito danni minori dopo essere stata colpita da un proiettile sconosciuto 25 miglia nautiche a nord-ovest di Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti.

Un terzo cargo è stato colpito circa 50 miglia a nord-ovest di Dubai, secondo società di sicurezza marittima.

Petrolio bloccato e allarme per l’economia globale

L’Iran ha dichiarato che non permetterà l’esportazione di petrolio dal Medio Oriente se gli attacchi statunitensi e israeliani continueranno.

Secondo Teheran, “non partirà nemmeno un litro di petrolio” dalla regione se la guerra proseguirà.

La compagnia petrolifera saudita Aramco ha avvertito che la chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe avere conseguenze catastrofiche sui mercati energetici globali.

Il CEO di Aramco, Amin Nasser, ha dichiarato: “Sebbene abbiamo affrontato interruzioni in passato, questa è di gran lunga la più grande crisi che l’industria petrolifera e del gas della regione abbia mai affrontato”.

Nasser ha spiegato che l’azienda riesce per ora a soddisfare gran parte della domanda dei clienti grazie alle riserve di petrolio stoccate fuori dal Golfo Persico.

Tuttavia ha avvertito: “Queste riserve non possono essere utilizzate per un periodo prolungato, ma per il momento le stiamo sfruttando”.

E ha aggiunto: “Ci sarebbero conseguenze catastrofiche per i mercati petroliferi globali, e più a lungo durerà l’interruzione… più drastiche saranno le conseguenze per l’economia mondiale”.

Trump minaccia l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reagito duramente alle minacce iraniane.

Il leader americano ha avvertito Teheran di prepararsi a “morte, fuoco e furia” se continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz.

Trump ha inoltre minacciato direttamente il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei.

Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti sono pronti a intensificare drasticamente gli attacchi se l’Iran tenterà di fermare il traffico delle petroliere.

“Li colpiremo così duramente che non sarà possibile per loro o per chiunque li aiuti riprendersi in quella parte del mondo”.

La risposta dell’Iran

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha respinto le minacce americane.

Un portavoce citato dai media statali ha dichiarato: “Saremo noi a determinare la fine della guerra”.

E ha definito le dichiarazioni di Trump “senza senso”.

Fonte primaria: Daily Mail.