Il caso dei presunti Green pass falsi arriva in tribunale a Roma e coinvolge anche l’attore Pippo Franco, rinviato a giudizio insieme alla moglie Maria Piera Bassino e al figlio Gabriele. L’accusa è di falso in atto pubblico: secondo la Procura, avrebbero ottenuto certificazioni vaccinali senza aver ricevuto le dosi, tra il 2021 e il 2022. Il processo si apre al tribunale di piazzale Clodio e riguarda complessivamente 16 persone.

Le accuse: certificazioni senza vaccinazione

Secondo l’impianto accusatorio, i tre avrebbero utilizzato attestazioni di vaccinazione mai avvenute per ottenere il Green pass durante la pandemia.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ipotizza un meccanismo preciso: dati relativi a vaccinazioni inesistenti sarebbero stati inseriti nei sistemi sanitari regionali, consentendo il rilascio della certificazione verde anche a soggetti non vaccinati.

Il sistema avrebbe permesso anche l’emissione del cosiddetto Green pass rafforzato, collegato alla dose booster.

Il ruolo del medico e il sistema contestato

Al centro dell’inchiesta figura un medico di medicina generale, indicato dagli investigatori come elemento chiave del presunto sistema.

Si tratta di Natale Cirino Aveni, accusato di aver inserito dati falsi nel sistema sanitario della Regione Lazio. Secondo la ricostruzione, il medico avrebbe agito “d’accordo” con alcuni dei soggetti coinvolti, predisponendo certificazioni fittizie e registrandole nei database ufficiali.

Gli episodi contestati si collocano tra il 29 luglio e il 19 agosto 2021. In quella fase, sempre secondo la Procura, sarebbero state create certificazioni vaccinali inesistenti poi utilizzate per ottenere il Green pass.

Un ulteriore passaggio riguarda il 20 gennaio 2022, quando, secondo l’accusa, i tre avrebbero “indotto in errore il personale della Asl sulla reale somministrazione delle prime due dosi”, ottenendo così anche il certificato legato alla terza dose.

L’indagine dei NAS: le anomalie sui vaccini

L’inchiesta nasce da accertamenti dei Carabinieri del NAS, che avrebbero rilevato una discrepanza tra il numero di dosi registrate e quelle effettivamente disponibili nello studio medico situato ai Colli Albani.

Da questa incongruenza sarebbe emerso un sistema organizzato che permetteva il rilascio di certificazioni senza vaccinazione reale.

Gli investigatori ritengono che i dati venissero caricati direttamente nei sistemi ufficiali, rendendo le certificazioni formalmente valide.

Sedici imputati e il processo a piazzale Clodio

Oltre a Pippo Franco e ai suoi familiari, il procedimento coinvolge altre 15 persone.

Il processo si svolgerà al tribunale di Roma e dovrà verificare la fondatezza delle accuse e la responsabilità dei singoli imputati.

Il reato contestato, falso in atto pubblico, riguarda la presunta alterazione di documenti ufficiali con rilevanza giuridica.

La difesa: accuse respinte

Il comico, 85 anni, ha sempre respinto le accuse.

I legali della famiglia, Benedetto Stranieri e Paolo Gallinelli, hanno dichiarato, come si legge su Open, di aver già esposto le loro posizioni e di essere pronti a difendersi in aula.

Secondo la difesa, “non esiste alcuna prova a carico dell’attore e dei suoi familiari”.