Andrea Pucci non salirà sul palco dell’Ariston come co-conduttore di Sanremo 2026. Dopo giorni di polemiche e un’ondata di reazioni sui social, il comico ha annunciato il suo passo indietro, motivandolo con la necessità di tutelare il rapporto con il pubblico e la serenità della propria famiglia. Una rinuncia che arriva a poche settimane dall’annuncio ufficiale della sua presenza nella terza serata del Festival.
Il passo indietro di Andrea Pucci
La rinuncia è stata comunicata dallo stesso Andrea Pucci, che ha spiegato le ragioni della scelta con parole nette, senza mediazioni:
“Il mio lavoro è quello di far ridere la gente, da 35 anni. Da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell’uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l’intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza a chi è sempre venuto a vedere i miei spettacoli. Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili e inaccettabili! Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto altera il patto fondamentale che c’è tra me e il pubblico”.
Parole che fotografano un clima diventato, secondo l’artista, incompatibile con il ruolo di co-conduttore del Festival.
Le polemiche e l’“onda mediatica negativa”
La presenza di Pucci a Sanremo era stata annunciata come parte del cast della terza serata dell’edizione 2026. L’annuncio, però, ha innescato una serie di reazioni polarizzate, culminate – secondo quanto riferito anche dallo stesso comico – in insulti e minacce rivolti non solo a lui, ma anche alla sua famiglia.
In un secondo intervento, Pucci ha ribadito le motivazioni del ritiro, parlando esplicitamente di una scelta sofferta ma necessaria: “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”.
Il rapporto con il pubblico al centro della decisione
Al centro della rinuncia c’è quello che Pucci definisce il “patto fondamentale” con il pubblico, un rapporto costruito in oltre tre decenni di carriera e basato, nelle sue parole, sulla leggerezza e sull’intento di far ridere: “Quest’onda mediatica negativa che mi ha coinvolto altera il patto fondamentale che c’è tra me e il pubblico”
Il ringraziamento a Carlo Conti e alla Rai
Nel comunicare la rinuncia, Pucci ha ringraziato Carlo Conti e la RAI per la fiducia accordata, sottolineando che la decisione non nasce da contrasti interni ma esclusivamente dal clima esterno che si è creato. La direzione artistica del Festival, guidata da Conti, dovrà ora ridefinire la conduzione della terza serata del Festival di Sanremo.
“Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più”
Nel suo intervento, Pucci ha anche affrontato direttamente alcune delle accuse circolate online, prendendo posizione con dichiarazioni esplicite: “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più”. E ha aggiunto: “Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”.
FAQ
1) Andrea Pucci era stato ufficialmente annunciato?
Sì, era stato indicato come co-conduttore della terza serata.
2) Perché ha rinunciato?
Per le polemiche, gli insulti e le minacce ricevute, che hanno compromesso il rapporto con il pubblico.
3) Ci sono contrasti con la Rai?
No, Pucci ha ringraziato Rai e Carlo Conti.
4) La sua rinuncia è definitiva?
Riguarda esclusivamente Sanremo 2026.
5) Chi lo sostituirà?
Al momento non è stato annunciato un sostituto ufficiale.






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