Può un piatto di pasta diventare un simbolo del tennis italiano nel mondo? A giudicare dal successo degli spaghetti alla Berrettini, la risposta è sì. Negli ultimi anni, questa ricetta semplice solo in apparenza è uscita dai confini di un ristorante di Melbourne per entrare nel racconto parallelo degli Australian Open, diventando un piccolo mito gastronomico legato ai campioni azzurri.
Il piatto è tornato sotto i riflettori in questi giorni, complice l’attenzione mediatica sul torneo australiano – vinto lo scorso anno da Jannik Sinner (che se la vedrà in semifinale con Djokovic) – e proprio una sua dichiarazione ha contribuito a rilanciare il fenomeno. Il campione altoatesino ha infatti ammesso di averli assaggiati e di averli trovati «molto buoni», scatenando la curiosità di tifosi e appassionati di cucina, come raccontato su Vanity Fair.
Da quel momento, gli spaghetti dedicati a Matteo Berrettini sono diventati molto più di una ricetta: un rito, un racconto, una storia che intreccia sport, emigrazione italiana e amore per la buona tavola.
Dove nascono gli spaghetti alla Berrettini
Gli spaghetti alla Berrettini nascono a Melbourne, nel cuore dell’Australia, all’interno della Trattoria Emilia, storico presidio di cucina italiana autentica durante gli Australian Open.
A idearli è lo chef modenese Francesco Rota, titolare del locale. La filosofia della trattoria è racchiusa in un motto chiaro: «Feel like you’re in Italy», ovvero “sentiti come se fossi in Italia”. Non uno slogan vuoto ma una promessa mantenuta ogni giorno attraverso piatti della tradizione emiliana: pasta fresca fatta a mano, salumi e formaggi tipici, gnocco fritto, tigelle, Parmigiano Reggiano, vitello tonnato, plin, tiramisù e tagliatelle.
Ed è proprio qui, tra una partita e l’altra del torneo più importante dell’estate australiana, che nasce una delle storie più curiose legate al tennis italiano contemporaneo.
Il legame con Matteo Berrettini e la genesi della ricetta
La storia degli spaghetti alla Berrettini affonda le radici nell’Australian Open 2022, in un periodo complesso segnato ancora dagli strascichi della pandemia. A raccontarlo è lo stesso Francesco Rota in un’intervista ricostruita da Dissapore.
Tutto inizia con una telefonata inaspettata di Dario Castaldo, giornalista della testata italiana SBS, che chiede allo chef: “Dove sei? Avrei qui Matteo Berrettini che vorrebbe mangiare un piatto di spaghetti al pomodoro, che fai?”.
Il ristorante, in quel momento, era chiuso. Lo staff era fermo per il Covid e lo stesso Rota si stava riprendendo. Ma davanti alla richiesta del tennista romano e del suo team, lo chef decide di non tirarsi indietro. “Ero a casa – ricorda – il ristorante era chiuso perché tutto lo staff aveva preso il Covid, ed io mi stavo riprendendo. Chiama un certo Dario Castaldo e mi chiede di organizzare una cena per Matteo ed il suo team. Va bene, dico, due minuti e sono lì”.
Berrettini non cercava un capriccio da star. Era semplicemente stanco della rigida dieta da competizione, fatta quasi esclusivamente di riso e pollo, con il Parmigiano Reggiano bandito. Serviva un’alternativa gustosa ma compatibile con l’alimentazione di un atleta professionista.

Berrettini e i ‘suoi’ spaghetti. Foto: www.sbs.com.au
Una salsa diversa dal solito: il segreto del piatto
È in quel contesto che nasce l’idea degli spaghetti alla Berrettini. Rota stava già sperimentando una salsa al pomodoro diversa, più complessa e profonda rispetto alla classica.
Lo racconta lui stesso: “Stavamo provando una salsa al pomodoro diversa in quei giorni, usando pomodori caramellati e anche pomodori confit, da unire alla tradizionale salsa. Ecco, ho pensato di unire i due punti, e proporre al nostro campione questi spaghettini alla Berrettini”.
La ricetta, pur restando semplice nella struttura, gioca su più livelli di sapore:
- salsa di pomodoro San Marzano;
- pomodori antichi cotti in forno con erbe aromatiche (salvia, timo, alloro);
- pomodorini confit, lasciati cuocere a bassa temperatura nell’olio.
Il risultato è un piatto equilibrato, intenso ma leggero, capace di soddisfare il palato senza appesantire. Un equilibrio che ha conquistato subito il tennista romano.
Il successo immediato e il “battesimo” di Berrettini
Il primo assaggio è stato decisivo. Francesco Rota lo ricorda con orgoglio: “Direi di sì – dice – ne mangiò davvero tanta, e non fu l’unica volta”.
Da quel momento, gli spaghetti alla Berrettini entrano stabilmente nel menu e diventano un riferimento durante il torneo. Lo chef sottolinea come il piatto sia diventato un’abitudine anche per lo staff: “Nel 2022 ho preparato più volte gli spaghettini Berrettini per Matteo. Noi dello staff la mangiamo praticamente tutti i giorni, è troppo buona”.
Negli anni successivi, la Trattoria Emilia si consolida come punto di riferimento per sportivi e vip di passaggio a Melbourne. Tra i clienti abituali compaiono nomi come Andy Murray e Valentino Rossi ma sono proprio gli spaghetti dedicati a Berrettini a diventare un elemento ricorrente nella cronaca non ufficiale degli Australian Open.
Jannik Sinner, l’assaggio e la frase che rilancia il mito
Il salto definitivo nella popolarità arriva quando entra in scena Jannik Sinner. Il campione altoatesino, oggi simbolo del tennis italiano, ammette di aver assaggiato gli spaghetti alla Berrettini e di averli trovati «molto buoni».
Qualcuno aveva ipotizzato che potessero essere diventati una sorta di rito scaramantico pre-partita. Ipotesi smentita dallo stesso Sinner, che ha chiarito la sua posizione con parole nette: “Scaramantico? Dipende… Certe cose ci tengo a farle allo stesso modo, soprattutto al circolo, perché ho la mia routine. Fuori mi piace anche cambiare… ma la pasta era molto buona”.
Quindi, non un gesto rituale, ma un semplice amore per la cucina fatta bene, anche quando il piatto porta il nome di un “rivale” che è in realtà un amico e connazionale
La Trattoria Emilia e l’atmosfera degli Australian Open
Durante gli Australian Open, Melbourne cambia volto. Lo raccontano gli stessi gestori del ristorante sui social: «Amiamo questo periodo dell’anno. Il tennis porta persone meravigliose e vibrazioni ancora migliori. La città diventa ancora più vibrante, l’energia è elettrica e alcune delle nostre persone preferite sono in città per le partite».
La Trattoria Emilia vive queste settimane come una festa continua. «L’estate a Melbourne è diversa durante gli Australian Open. Le notti tardi si trasformano in mattine presto e noi non potremmo fare altrimenti. Vediamo volti familiari tornare anno dopo anno, come vecchi amici che tornano a casa».
In questo contesto, gli spaghetti alla Berrettini diventano una sorta di filo conduttore tra sport, convivialità e identità italiana all’estero
FAQ – Le domande più cercate
Gli spaghetti alla Berrettini sono un piatto ufficiale di Berrettini?
No, sono una dedica dello chef Francesco Rota.
Esiste una versione “scaramantica” per Sinner?
No, Sinner ha escluso rituali legati al piatto.
Si possono rifare a casa?
Sì, usando pomodoro San Marzano, pomodori confit e pomodori caramellati.






Commenta con Facebook