Un insegnante di un istituto di Zizur, in Spagna, è stato condannato a 180 anni e 9 mesi di carcere per aver registrato di nascosto 42 donne nei bagni della scuola e nei camerini di negozi. La sentenza è stata emessa dalla Audiencia de Navarra e rappresenta uno dei casi più gravi registrati in un contesto scolastico per numero di vittime e modalità dei reati.

Il provvedimento prevede però un limite massimo di detenzione effettiva fissato a 15 anni, come stabilito dalla normativa spagnola.

Il sistema: telecamere nascoste e accesso ai dati delle studentesse

L’indagine ha accertato un doppio livello di violazione. Da un lato, le riprese clandestine realizzate nei bagni dell’istituto e nei camerini di esercizi commerciali. Dall’altro, un’attività sistematica di accesso illecito ai dati personali delle studentesse.

Secondo la sentenza, il docente sfruttava il proprio ruolo per ottenere informazioni sensibili. Utilizzava dati personali per accedere agli account delle vittime su piattaforme come Instagram e Snapchat, da cui prelevava immagini e contenuti privati.

Le prove raccolte indicano che l’accesso non era casuale, ma selettivo e mirato. Gli investigatori hanno escluso qualsiasi attività indiscriminata: ogni profilo veniva scelto e monitorato.

Le vittime: 42 donne e minori coinvolte

Il numero delle vittime è uno degli elementi più rilevanti del caso: 42 donne, tra cui diverse minorenni.

La sentenza stabilisce che ciascuna di loro ha subito una violazione autonoma del diritto alla privacy. Per questo motivo il tribunale ha respinto la richiesta della difesa di considerare i fatti come un unico reato continuato.

Il docente è stato riconosciuto colpevole di:

  • decine di reati contro la privacy;
  • possesso di materiale pedopornografico;
  • produzione di contenuti pedopornografici.

L’indagine: dalla scoperta della telecamera al processo

Il caso nasce nell’ottobre 2023, quando una vicina scopre una telecamera nascosta e presenta denuncia. Da quel momento si attiva l’indagine giudiziaria.

Il 19 ottobre 2023 il giudice del Juzgado de Instrucción numero 4 di Pamplona autorizza la perquisizione domiciliare dell’indagato. Da lì emergono prove decisive.

Determinante è stata la perizia tecnica degli investigatori. L’analisi ha smentito la linea difensiva e confermato la conservazione sistematica dei file, non cancellati come sostenuto dall’imputato.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale e l’accesso completo ai profili

Tra gli elementi più gravi emersi durante le indagini figura il possesso delle password delle vittime. Questo garantiva al docente un accesso diretto e completo ai contenuti personali.

Gli investigatori hanno inoltre individuato tracce di un software che potrebbe essere utilizzato con l’intelligenza artificiale per generare immagini nude a partire da fotografie esistenti.

Le decisioni del tribunale: risarcimenti e interdizione

Oltre alla pena detentiva, la Audiencia de Navarra ha disposto:

  • risarcimenti tra 3.000 e 15.000 euro per ciascuna vittima;
  • interdizione per 10 anni da qualsiasi attività con minori.

Prima del processo, celebrato il 24 e 25 marzo, l’imputato aveva già versato 273.000 euro come risarcimento.

Sono state invece respinte le attenuanti legate a disturbi mentali, ritardi procedurali e confessione.

Iter giudiziario e possibilità di ricorso

La sentenza non è definitiva. Può essere impugnata davanti al Tribunal Superior de Justicia de Navarra.

Nel frattempo, il caso resta uno dei più gravi registrati in Spagna per violazione sistematica della privacy in ambito scolastico.