Un uomo è stato arrestato all’aeroporto internazionale di Nairobi dopo che le autorità hanno scoperto oltre 2.200 formiche vive nel suo bagaglio. L’episodio, avvenuto questa settimana, riportato da Reuters, si inserisce in un contesto di crescente traffico illegale di insetti in Kenya, un fenomeno che secondo gli investigatori potrebbe indicare l’espansione di nuove reti di biopirateria.
Il sospettato è Zhang Kequn, cittadino cinese di 27 anni, fermato martedì scorso, 10 aprile, mentre cercava di lasciare il Paese dal Jomo Kenyatta International Airport, il principale scalo della capitale Nairobi.
Secondo documenti giudiziari citati da Reuters, gli agenti dell’immigrazione avevano inserito un ordine di blocco sul suo passaporto dopo che l’uomo era riuscito a evitare l’arresto in Kenya lo scorso anno.
Oltre duemila formiche nascoste nel bagaglio
Durante la perquisizione del bagaglio gli investigatori hanno recuperato 2.238 formiche vive. Qui la foto.
Il materiale sequestrato era stato nascosto in diversi contenitori:
- 1.948 formiche inserite in provette da laboratorio;
- le altre conservate in tre rotoli di carta morbida.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, Zhang era arrivato in Kenya due settimane prima dell’arresto.
Durante l’interrogatorio avrebbe indicato tre presunti complici, che lo avrebbero aiutato a procurarsi gli insetti.
Il mercato dei collezionisti di formiche
Gli insetti sequestrati non erano destinati alla ricerca scientifica ma al mercato internazionale dei collezionisti.
Gli appassionati di formiche — chiamati spesso “ant aficionados” — pagano cifre elevate per allevare colonie in contenitori trasparenti chiamati formicari o formicarium.
Queste strutture permettono di osservare da vicino l’organizzazione sociale delle colonie, offrendo una sorta di “finestra” sui complessi comportamenti di questi insetti.
Il crescente interesse per questo hobby ha creato una domanda globale che alimenta il traffico illegale di specie provenienti da ecosistemi naturali.
Dall’avorio agli insetti: la nuova biopirateria
Secondo gli esperti, il traffico illegale di formiche rappresenta un cambiamento nelle attività di bracconaggio e biopirateria.
In passato il commercio illegale si concentrava soprattutto su prodotti di grande valore simbolico come avorio di elefante o corni di rinoceronte.
Negli ultimi anni, invece, le reti criminali stanno iniziando a interessarsi anche a specie meno conosciute ma comunque preziose per gli ecosistemi locali.
Un precedente caso risale allo scorso anno quando quattro uomini sono stati multati per 7.700 dollari ciascuno per aver tentato di esportare illegalmente migliaia di formiche dal Kenya.
Gli esperti che seguirono il caso lo considerarono uno dei primi segnali del passaggio della biopirateria verso specie meno visibili ma altrettanto importanti per la biodiversità.
Le indagini sul possibile traffico internazionale
Il Kenya Wildlife Service, l’agenzia governativa responsabile della protezione della fauna selvatica, ha chiesto al tribunale più tempo per completare le indagini.
Gli investigatori stanno esaminando diversi dispositivi elettronici sequestrati durante l’arresto:
- un iPhone;
- un MacBook.
Le autorità sospettano che possano contenere informazioni utili per individuare altri membri della rete di traffico.
Sequestro simile in Thailandia
Gli investigatori ritengono che il caso non sia isolato.
Il Kenya Wildlife Service ha informato il tribunale che martedì a Bangkok è stato sequestrato un carico simile di formiche proveniente dal Kenya.
Questo elemento, secondo gli inquirenti, suggerisce l’esistenza di una rete organizzata di traffico internazionale di insetti.






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