Vania Vettorazzo, giovane studentessa universitaria, è stata colpita da un improvviso malore durante una lezione di pilates. La ragazza si è sentita male mentre svolgeva un’attività fisica abituale, seguita da istruttori e in un ambiente considerato sicuro. I soccorsi sono stati immediati, ma ogni tentativo di salvarla si è rivelato inutile. I medici hanno ora disposto un riscontro diagnostico per chiarire le cause del decesso.

La tragedia durante una lezione abituale

Vania Vettorazzo aveva solo 21 anni. Si trovava nella palestra “Bamboo”, a Dosson di Casier, in provincia di Treviso, quando è stata colpita da un malore improvviso mentre seguiva la sua consueta lezione di pilates. Il dramma è avvenuto nel pomeriggio del 20 marzo scorso.

Secondo quanto ricostruito dalle prime testimonianze, la giovane stava eseguendo esercizi come faceva abitualmente. Nulla lasciava presagire un pericolo imminente. All’improvviso, però, si è sentita male e ha perso i sensi.

L’allarme è scattato subito. Il personale della palestra e le persone presenti sono intervenuti tempestivamente, chiamando il 118. In un primo momento, le condizioni della ragazza non sembravano critiche. Alcuni testimoni raccontano che Vania si fosse parzialmente ripresa.

I soccorsi e il trasporto in ospedale

Il Suem ha inviato un’ambulanza sul posto. Successivamente, vista l’evoluzione della situazione, è intervenuta anche l’automedica. Durante le operazioni di soccorso, le condizioni della giovane si sono aggravate rapidamente.

Vania è andata in arresto cardiaco. È stata trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Ca’ Foncello, dove i medici hanno proseguito a lungo i tentativi di rianimazione.

Purtroppo, nel tardo pomeriggio, nonostante ogni sforzo, il cuore della giovane non ha ripreso a battere. I sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Il racconto dalla palestra: “Era affaticata ma cosciente”

A fornire ulteriori dettagli è stato il titolare della palestra, sentito da Treviso Today. Secondo la sua testimonianza, la ragazza “era molto affaticata, ma ancora cosciente” quando è stata caricata sull’ambulanza.

Proprio per chiarire ogni aspetto, i medici hanno richiesto un riscontro diagnostico. Si tratta di un accertamento tecnico, diverso dall’autopsia, che viene svolto internamente alla struttura sanitaria per comprendere le cause del decesso.

Chi era Vania Vettorazzo

Vania Vettorazzo era una giovane studentessa universitaria, iscritta al corso di Statistica all’Università di Padova. Viveva a Preganziol ed era conosciuta e stimata nella sua comunità.

Oltre allo studio, lavorava come barista al “Bacaro V” di Quinto di Treviso. Una ragazza descritta come solare, attiva, impegnata. Lo sport faceva parte della sua routine quotidiana.

Il riscontro diagnostico: cosa significa

Dopo una morte improvvisa, soprattutto in una persona così giovane, è prassi avviare accertamenti sanitari. In questo caso, i medici hanno richiesto un riscontro diagnostico.

A differenza dell’autopsia, il riscontro ha una valenza tecnica e sanitaria. Serve a chiarire, dal punto di vista clinico, cosa possa aver causato l’arresto cardiaco. Non prevede automaticamente un’indagine giudiziaria.

L’obiettivo è comprendere se vi fossero patologie pregresse non diagnosticate, malformazioni cardiache o altre condizioni che possano aver contribuito al malore improvviso.

Malori improvvisi nei giovani: un fenomeno raro ma possibile

La morte improvvisa durante l’attività sportiva nei giovani è un evento raro, ma non impossibile. Secondo dati medici consolidati, alcune patologie cardiache possono rimanere silenti per anni.

Tra le cause più frequenti ci sono cardiomiopatie, aritmie congenite o anomalie strutturali del cuore. Spesso non danno sintomi evidenti fino a quando non vengono sollecitate da uno sforzo fisico.

Per questo motivo, gli esperti sottolineano l’importanza dei controlli medici periodici, anche per chi pratica sport non agonistico.

Il ruolo dei controlli medici nello sport amatoriale

In Italia, la certificazione medica è obbligatoria anche per molte attività sportive non agonistiche. Tuttavia, non tutti gli esami sono uguali.

Il certificato di base spesso include anamnesi e visita clinica, ma non sempre prevede esami approfonditi come elettrocardiogramma sotto sforzo o ecocardiogramma.

Secondo il Ministero della Salute, una valutazione più completa può aiutare a individuare alcune patologie nascoste, anche se non elimina completamente il rischio.