Mentre in aula a sala d’Ercole andava in scena la seconda bocciatura di approvazione del terzo mandato per i sindaci dei piccoli comuni siciliani, in Commissione andava in scena una proposta per abolire il voto segreto.

L’Assemblea regionale ci prova davvero ad eliminarlo ma limitatamente a specifiche condizioni in linea con il regolamento già in atto al Senato della Repubblica fin dalla Presidenza Pera dei primi anni 2000.

La proposta depositata ieri in Commissione regolamento

E’ stata incardinata ieri in Commissione regolamento la proposta, firmata dal Presidente Gaetano Galvagno, unico che può presentare proposte in questa speciale commissione, durante una riunione tenuta nel corso del pomeriggio.

Cosa prevede la proposta

Di fatto la proposta nasce dall’esigenza di allineare il regolamento Parlamentare siciliano a quello del senato della Repubblica, la “Camera Alta” alla quale proprio l’Ars si è sempre rifatta nei propri regolamenti ed attuazioni fin dalla nascita.

La proposta di Galvagno prevede l’abolizione del voto segreto ma solo durante le sessioni di bilancio. Dunque durante la discussione della Legge di Stabilità e durante la discussione dei collegati, delle manovre bis o ter, delle variazioni o degli assestamenti di bilancio.

Una proposta motivata da scelta di natura tecnica

La proposta non è motivata con le ovvie ragioni politiche delle quali si è fatta ampia discussione in questi mesi ma è in linea con quanto fatto proprio al Senato.

Il regolamento modificato durante la presidenza di Marcello Pera, infatti, vide la vita nell’epoca in cui presidente del Consiglio era Mario Monti. L’esigenza principale era quella di avere controllo sui conti in un’epoca di grandi tagli. Quel regolamento, una volta, approvato, pose le basi per leggi di stabilità non più ostaggio dei capricci di maggioranza e opposizione e che nascono da precise scelte economico finanziarie.

L’esigenza ribaltata in Sicilia

L’esigenza di non gettare alle ortiche le scelte economiche finanziarie per  questioni di natura politica e procedere, eventualmente, al confronto sui dati e sulle scelte evitando le vendete trasversali nel segreto dell’urna, ha portato a questa proposta che adesso sarà oggetto di discussione in sede di Commissione.

Dalla Commissione regolamento uscirà, poi, una proposta definitiva da inviare all’aula che sarà più articolata di così. In analisi ci saranno, infatti, anche novità che riguardano altri aspetti della vita di Sala d’Ercole