Toni Servillo è il protagonista di Tre modi per non morire – Baudelaire, Dante, i Greci di Giuseppe Montesano, che andrà in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 28 gennaio all’1 febbraio. Le luci dello spettacolo sono di Claudio De Pace.
Prodotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Tre modi per non morire è un viaggio teatrale che attraversa tre momenti in cui i poeti ci hanno insegnato a cercare la vita. Il recital, scritto da Montesano e interpretato da Servillo, individua nel maudit Charles Baudelaire, nel sommo Dante e nei classici greci gli autori che hanno messo in pratica, e tuttora ci insegnano, l’arte di non morire.

La serata si apre con Monsieur Baudelaire, quando finirà la notte? dove si racconta come la bellezza combatta la depressione e l’ingiustizia; prosegue con Le voci di Dante, dove alcuni celebri personaggi della Commedia ci appaiono legati tra loro da un racconto che li illumina a partire dal presente; approda infine a Il fuoco sapiente dei Greci, dove poesia e filosofia accendono una visione capace di immaginare il futuro.
Tre modi per non morire è un viatico per ritrovare le parole che nutrono la nostra interiorità, interpretate da un attore con tutto il suo corpo e la sua anima. In questi tempi oscuri, incerti e gravosi, nei quali siamo tutti inquieti, impoveriti, spaventati, sentiamo che ci manca qualcosa di cui avremmo un disperato bisogno: ci manca l’amore, ci manca la vita. Ma è grazie alla poesia che possiamo ritrovare la forza e la voglia di vivere.
“Vogliamo dimostrare – spiega Toni Servillo – come si può battere la depressione dei nostri tempi inquieti con la poesia, un antidoto alla paralisi del pensiero chiuso in cloud, a una non vita che ci divora imponendoci nuove regole. Più andiamo indietro e più scopriamo che il futuro è antico”.
Tre modi per non morire è uno spettacolo inusuale e a suo modo rivoluzionario, perché pone al centro di una scena vuota un attore e la parola poetica, capace di riattivare sentimenti profondi e dimenticati: “Bisogna toccare le persone con le parole che hanno senso e hanno bellezza – aggiunge Servillo – perché sono un antidoto contro la noia e il vuoto. Baudelaire, ribelle poeta decadente, che si oppone ai falsi miti del progresso; Dante che focalizza l’ignavia e con la Commedia ci sottopone a ogni possibile metamorfosi; e i Greci, con la loro invenzione del teatro e del futuro”.






Commenta con Facebook