Nei giorni scorsi, al Teatro Ranchibile di Palermo, Letterio Lombardo e Margherita Bonura hanno dato il meglio di se stessi, interpretando le più belle e accattivanti melodie della canzone napoletana e la sua tipica struttura melodica di ieri e di oggi.

Ad apertura di sipario, la Bonura, in un elegante abito bicolore lungo in pizzo con uno spacco sulla parte anteriore ed una spalla scoperta, dopo alcune anticipazioni sul programma della serata, ha presentato Letterio Lombardo ed insieme hanno cantato, “Cu ‘mme”, notissimo motivo lanciato da Roberto Murolo e ripreso, poi, da Mia Martini. Quindi, sempre in coppia, hanno eseguito “Luna rossa” e “Pigliate na pastiglia”, accompagnati da fragorosi applausi dei numerosi spettatori.

“Tu vo fa l’americano”, da parte di Letterio Lombardo, è stata arricchita dall’esibizione di due bravi ballerini, Silvio e Alessia di 8 anni. Appassionata l’interpretazione di Margherita Bonura per “Voce e notte” e “Era de maggio”. Poi i due si sono esibiti in un medley di canzoni di Pino Daniele: “Napule è”, “Quanno chiove” e “Je so pazz”. Pur non essendo un macchiettista di professione, Letterio Lombardo se l’è cavata abbastanza bene interpretando, “Fatte fa a foto”, notissima canzone del 1947, scritta da Pisano e Cioffi.

Poco dopo, Lombardo con un coretto formato dai piccoli Carmelo, Alessio, Carlotta e Giorgia, eseguiva un medley di notissime canzoni di Renato Carosone: “Tammuriata nera”, “Caravan Petrol”, “O’ Sarracino” e “ ‘A pizza” lanciata da Aurelio Fierro che chiudeva la prima parte dello spettacolo.

Nel secondo tempo Margherita Bonura, accolta da calorosi applausi, entrava in scena con un nuovo abito lungo a sirena, con pizzo blu in contrasto col tulle della scollatura. Poi, con Letterio eseguiva “Anema e core” e “ ‘Nu quarto e luna”; sul motivo “Torero” si esibivano i piccoli Silvio e Alessia; era la volta della Bonura con “Voglia ‘e turnà”, seguita da Letterio con “Guaglione” e “Vierno”, quindi, la Bonura, ad una signora del pubblico dedicava “Reginella” (una delle canzoni napoletane più famose di tutti i tempi, scritta nel 1917 da Libero Bovio e Gaetano Lama, ndr), messa in risalto da scroscianti applausi del pubblico che si univa al canto.

Dopo la celebre “Malafemmena”, interpretata da Letterio e Margherita, su un maxi schermo appariva il grande Totò, recitare la sua celebre “’A livella”. Ancora un medley eseguito dal Duo con i piccoli coristi e i due ballerini, comprendente gli intramontabili “’O surdato ’nammurato”, “Funiculì funiculà” e “Comme facette mammeta”. Dopo la divertente macchietta “Dove sta Zazà”, cantata da Letterio con l’immancabile paglietta, terminava uno dei migliori spettacoli ideato dal vulcanico Letterio Lombardo presentato in coppia con la gentile signora Margherita Briuno e valorizzato da un complesso di ottimi professionisti: Piero Caccamo al piano e batteria, Paolo Muratore al basso, Luigi Mollica alla batteria, Riccardo Lo Coco al violino e alla chitarra, un napoletano verace, Rosario Volpe. In tema allo spettacolo, il giovane pittore Giammarco Raccuglia, ha esposto quattro coloratissiimi quadretti che riproducevano angoli di Napoli.

(Foto di Filippo Messina)