Digitalizzazione dei servizi, nuova governance delle aree industriali e strumenti innovativi per sostenere le imprese. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso dall’IRSAP – Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive, che si è svolto questa mattina, venerdì 30 gennaio, a Palermo.
L’iniziativa, dal titolo “Spazi, imprese, futuro. La piattaforma IRSAP per aree industriali più competitive”, ha riunito istituzioni, imprese, associazioni di categoria e Università per un confronto diretto sulle politiche industriali regionali e sul destino delle aree produttive siciliane.

L’obiettivo è stato quello di avviare un dialogo operativo sul rilancio delle aree industriali dell’Isola, in una fase storica in cui la modernizzazione delle infrastrutture e la digitalizzazione dei servizi rappresentano leve decisive per attrarre investimenti, semplificare le procedure e ridurre gli ostacoli burocratici che spesso frenano lo sviluppo.
Digitalizzazione e infrastrutture come leve di competitività
Ad aprire i lavori è stato il commissario IRSAP Sicilia, Marcello Gualdani, che ha ripercorso gli interventi già completati, le opere in corso e le criticità ancora aperte. Un quadro realistico, ma orientato alla fiducia. “La strada tracciata è quella giusta. Siamo già operativi grazie all’assegnazione dei fondi regionali: l’area industriale di Carini è in corso d’opera, così come Lercara Friddi e altri comprensori. Questo governo regionale ha avuto grande attenzione per le industrie della Sicilia. Il Pil è in crescita, più diamo un segnale positivo alle aree industriali più un imprenditore è stimolato a investire sulla Sicilia”.

Un passaggio che lega in modo diretto la riqualificazione delle aree produttive alla capacità del territorio di generare fiducia. La presenza di infrastrutture efficienti, servizi digitali accessibili e una governance chiara diventa un fattore competitivo, soprattutto in un contesto economico sempre più orientato alla velocità delle decisioni e alla riduzione dei costi indiretti per le aziende.
Politiche regionali e strumenti per attrarre investimenti
Significativo anche l’intervento dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, che ha richiamato le azioni già messe in campo dal governo regionale. “Abbiamo lavorato per destinare 500 milioni di euro per la riqualificazione delle aree industriali, importi significativi – ha aggiunto Tamajo – in tutte le provincie della Sicilia per ridare la possibilità alle aziende di insediarsi in queste aree”.
Un impegno finanziario rilevante, distribuito su scala regionale, che punta a colmare ritardi storici e a rendere nuovamente attrattivi poli produttivi oggi sottoutilizzati o penalizzati da carenze infrastrutturali.

L’assessore Tamajo ha poi posto l’accento sui dati macroeconomici e sulle prospettive di sviluppo. “È una terra che cresce ed è attrattiva dal punto di vista commerciale, ma dobbiamo continuare nella riqualificazione delle aree e creare spazio per far insediare le aziende che credono nell’isola. La Sicilia cresce, quindi dobbiamo sfruttare questo periodo cercando di mettere a disposizione tutte le risorse che si tratti di fondi europei o fondi Zes, sono strumenti importanti in termini di attrattività”.
Il riferimento ai fondi europei e alla Zes evidenzia la necessità di una strategia integrata, capace di coniugare programmazione regionale e opportunità offerte dai canali di finanziamento nazionali e comunitari.
Innovazione, ricerca e vitalità del sistema produttivo
L’assessore ha, infine, richiamato l’attenzione sugli strumenti già attivi o in fase di attivazione per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare sul fronte dell’innovazione e della ricerca. “I nostri bandi sono all’altezza della situazione e le richieste sono tante, questo significa che il mondo produttivo siciliano ha molta vitalità ed energia e crede nello sviluppo del territorio”.
Un segnale che arriva anche dalle testimonianze degli imprenditori presenti, provenienti da diverse province siciliane. Nei loro interventi hanno raccontato le realtà territoriali, segnalato problemi concreti e avanzato proposte operative, contribuendo a un confronto diretto e pragmatico tra chi governa i processi e chi vive quotidianamente le dinamiche produttive.






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