Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, davanti al gip di Palermo Filippo Serio, l’imprenditore Carmelo Vetro e il dirigente regionale Giancarlo Teresi, arrestati nell’ambito dell’inchiesta su appalti e presunti rapporti tra mafia e pubblica amministrazione.
Teresi era accompagnato dagli avvocati Antonino e Giuseppe Reina e mentre Vetro da Samantha Borsellino.
Secondo la procura di Palermo, Vetro – già condannato per associazione mafiosa – avrebbe ottenuto tre commesse pubbliche legate al dragaggio di porti fra il Trapanese e il Ragusano, versando tangenti per decine di migliaia di euro a Teresi, dirigente del dipartimento Infrastrutture marittime e portuali.
Entrambi sono accusati di corruzione aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Nell’inchiesta è indagato anche l’agrigentino Salvatore Iacolino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata.






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