Cresce la presenza femminile obbligatoria nelle giunte comunali in Sicilia ma non soltanto, Cresce anche l’obbligo di nomine di almeno il 40% di donne nei posti di sottogoverno a partire dalle società partecipate. L’obbligo potrebbe vedere già nelle prossime settimane e comunque entro l’estate.
La decisione della conferenza dei capigruppo all’Ars
“La Conferenza dei Capigruppo ha indicato che il Disegno di Legge volto a garantire una presenza femminile del 40% nelle giunte e nelle partecipate verrà posto in votazione contestualmente alle
variazioni di bilancio. Questa decisione rappresenta un passo avanti cruciale verso il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo delle donne nelle istituzioni” annuncia con una certa soddisfazione Pina Provino, segretario del Movimento Donne della Democrazia Cristiana.
La politica ora sia conseguente
Quello che serve adesso, è la coerenza della politica. La norma, sempre sbandierata, è rimasta a lungo bloccata nei meandri della burocrazia parlamentare e della politica,. di fatto è stata ostaggio dei mancati accordi fra partiti e dentro gli stessi partiti
“È fondamentale – prosegue – che, a questo punto, i partiti politici dimostrino coerenza e responsabilità. Non è più tollerabile assistere a dichiarazioni di intenti e accordi sulla parità di genere che poi si scontrano con pratiche ostruzionistiche, come il ricorso al voto segreto. I cittadini e le cittadine si aspettano chiarezza e trasparenza”.
L’appello a votare il ddl
“Chiediamo a tutti i deputati di onorare l’impegno preso pubblicamente a favore di una maggiore rappresentanza femminile. Il voto su questo DDL non può e non deve essere un’occasione per nascondersi dietro meccanismi che impediscono di accertare le reali posizioni di ciascuno. La
battaglia per la parità di genere è una battaglia di civiltà, che richiede coraggio e la volontà di agire concretamente. È il momento di trasformare le parole in fatti. Sollecitiamo i leader di partito e i
singoli parlamentari a garantire che il voto si svolga in maniera palese, affinché l’impegno per il 40% di presenza femminile sia chiaro e inequivocabile”, conclude Pina Provino.






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