L’ultima conferma è arrivata nella serata di ieri dall’Istituto Superiore di sanità. La piccola Anna Rosa è morta di difterite. I campioni spediti a Roma dall’ospedale dei bambini hanno dato esito positivo proprio alla tossina causata dal batterio della difterite. Ora i concreti sospetti dei medici hanno un riscontro oggettivo e scientificamente certo.
Gli esami eseguiti all’Istituto superiore di sanità
La conferma ufficiale è arrivata dall’Iss, l’Istituto superiore di sanità. Lo stesso Iss, nella nota in cui conferma la difterite, torna a lanciare un appello per la vaccinazioni che negli ultimi 10 anni hanno evitato almeno 2 milioni di casi analoghi.

Difterite
La difterite, infatti, è estremamente pericolosa. Si tratta di un’infezione molto contagiosa causata da un batterio. Pur localizzandosi nel naso, nelle tonsille, nell’ugola, l’infezione può diventare potenzialmente mortale a causa della tossina difterica che i batteri producono e che si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi danni agli organi vitali. Mentre i batteri rimangono localizzati nella sede dell’infezione, la tossina difterica che producono si diffonde, attraverso il sangue, in tutto l’organismo provocando gravi lesioni al cuore, al fegato, ai reni, alle ghiandole surrenali e al sistema nervoso periferico. Anche se l’infezione viene curata, i danni provocati al cuore possono essere causa di morte.
La catena del contagio a Palermo
Intanto continuano a migliorare le condizioni del cuginetto di Anna Rosa. il bimbo di 4 anni è ancora ricoverato e le sue condizioni sono clinicamente stabili ma in costante miglioramento.
Qualche preoccupazione, invece, dai 10 familiari che risultano positivi ai tamponi., Stanno tutti bene perché vaccinati ma hanno contratto il batterio e dunque, pur non ammalandosi grazie al vaccino, ne sono portatori sani., la priorità assoluta dei medici è interrompere la catena del contagio. Per questo i dieci familiari sono tutti in isolamento e vengono trattati con antibiotici specifici. La somministrazione la fa il personale sanitario personalmente visto che c’è il sospetto che la profilassi che era stata prescritta già a metà della scorsa settimana possa non essere stata seguita.
La caccia al paziente zero
Infine continua la caccia al cosiddetto paziente zero ovvero alla persona dalla quale Anna Rosa e la sua famiglia hanno contratto il batterio. Trovare questa fonte inconsapevole dell’infezione garantirebbe la chiusura del cordone sanitario e l’interruzione del contagio.
L’appello al vaccino
Il vaccino, spiega l’Iss è sicuro ed efficace. Il calendario vaccinale prevede la vaccinazione dei bambini nel primo anno di vita. È previsto un richiamo nel sesto e nel dodicesimo anno di vita. Successivamente è raccomandato un richiamo ogni 10 anni.






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