Il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha inviato in queste ore una nota ufficiale all’Assessorato della Salute e alla Presidenza della Regione Siciliana per chiedere un ampliamento immediato delle patologie curabili con la cannabis a scopo terapeutico nell’isola. L’iniziativa risponde a un preciso Ordine del giorno approvato dal consiglio comunale che sposa la battaglia portata avanti dal Comitato transpartito “Esistono i Diritti”. 

Il cuore della questione sollevata da Lagalla e sostenuta con forza dall’Associazione “Esistono i diritti” promotrice della campagna, risiede nel superamento di quella che viene definita un’ingiustizia burocratica e sanitaria. Si tratta di terapie già pienamente autorizzate dalla normativa nazionale e regolarmente erogate in altre regioni, ma che in Sicilia restano un miraggio o un percorso a ostacoli per troppe persone non essendo inserite nel prontuario delle  terapie a carico del servizio sanitario regionale e dunque non rimborsabili.

La presa di posizione del primo cittadino è stata accolta con profonda soddisfazione dal Comitato “Esistono i Diritti”. Il presidente Gaetano D’Amico ha espresso una sincera approvazione a Lagalla e all’intero Consiglio Comunale per aver assunto una posizione considerata chiara e coraggiosa su un tema così delicato. 

“Questo sostegno istituzionale rappresenta un passo importante verso il riconoscimento dei bisogni di tanti pazienti siciliani che ancora oggi non possono accedere alle cure cannabinoidi previste in altre regioni italiane. Auspichiamo che la Regione Siciliana voglia adesso intervenire rapidamente per aggiornare le linee guida e garantire pari diritti e pari accesso alle terapie.”  dice ancora il Presidente del Comitato Gaetano D’Amico.” 

La palla passa all’Assessorato alla Salute, chiamato ad aggiornare le linee guida per allineare la Sicilia agli standard nazionali, basandosi sulle evidenze scientifiche nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Almeno questo il messaggio che parte da Palermo. La battaglia di civiltà del Comitato non si ferma qui: l’azione di sensibilizzazione continuerà fino a quando il diritto alla dignità e alla salute non sarà garantito, senza discriminazioni, a tutti i cittadini.