Lo storico Antico Chiosco di Mondello ha chiuso definitivamente dopo 108 anni di attività. La decisione segna la fine di uno dei locali simbolo della borgata marinara di Palermo. A raccontare le ragioni della chiusura è il proprietario Lucio Amorosi, 86 anni, che ha guidato il locale per oltre mezzo secolo. In un’intervista rilasciata a PalermoToday, Amorosi ripercorre la lunga serie di difficoltà che hanno portato alla chiusura dell’attività: costi di gestione crescenti, stagioni turistiche sempre più instabili, problemi di viabilità e l’impatto dei cantieri nella piazza davanti al locale.

Costi di gestione e stagioni turistiche sempre più instabili

Il primo fattore indicato dall’ex titolare riguarda l’equilibrio economico del locale, legato alle due stagioni principali di lavoro:”Le spese di gestione di un locale medio-grande. Due stagioni che si reggono a vicenda: estate e inverno. Se una crolla, trascina l’altra. E il bilancio va a rotoli”.

Il chiosco viveva, quindi, di un flusso stagionale di clienti. L’estate portava turisti e frequentatori della spiaggia, mentre l’inverno era sostenuto soprattutto dai residenti. Quando uno dei due periodi si indeboliva, l’attività entrava in difficoltà.

Estate difficile: pochi servizi e presenza di abusivi

Durante la stagione estiva, secondo Amorosi, la zona ha sofferto per la mancanza di servizi essenziali per chi raggiunge la spiaggia: “Non ci sono parcheggi con un punto d’ombra, né panchine lungo il tragitto. Arrivano solo giovanissimi a piedi scalzi sull’asfalto bollente. Il risultato è che lavoravamo praticamente solo la sera, quando rinfresca”.

A questo si è aggiunto il fenomeno dell’abusivismo commerciale, “al punto che chi vuole rispettare le regole va in crisi”.

Inverno e maltempo: Mondello spesso impraticabile

Nei mesi invernali la difficoltà principale è stata legata alle condizioni del territorio:”Bastano due gocce di pioggia e Mondello si allaga. La gente sa che è impraticabile e non si avvicina neppure”, ha detto Amorosi al giornalista Alessandro Bisconti.

Eventi e viabilità: la borgata isolata

Un ulteriore elemento riguarda la mobilità cittadina durante eventi sportivi o manifestazioni:”Quando c’è una maratona o una manifestazione, la città viene tagliata in due. Mondello resta isolata”.

E ancora: “La Favorita chiusa, la strada per Monte Pellegrino non c’è, Pallavicino è stretta, la zona Addaura è congestionata per la presenza del cimitero lungo il tragitto. L’unica valvola è via Venere. Bisogna dare percorsi segnalati, garantire la possibilità di arrivare”.

Il cantiere in piazza e il calo degli incassi

La situazione è peggiorata con l’apertura di un cantiere nella piazza davanti al locale. Secondo Amorosi si è trattato della difficoltà decisiva per l’attività. Le paratie del cantiere hanno superato i due metri di altezza, riducendo drasticamente la visibilità dei locali: “Non si capiva più se esistesse un’altra fetta di Mondello oltre quelle barriere”.

Inoltre, il passaggio pedonale realizzato accanto al cantiere, racconta l’ex titolare, era molto stretto e poco illuminato. Il risultato è stato un crollo degli incassi e conseguenze immediate per i lavoratori.

Dodici persone erano impiegate nel locale: “Due sono andati via appena hanno capito che le cose si stavano mettendo male. Sono rimasti i fedelissimi”.

Debiti e richiesta di liquidazione giudiziale

Il locale era gestito in affitto e i costi continuavano ad aumentare.

Con il calo degli incassi, i debiti sono cresciuti fino alla decisione finale.

È stata presentata un’istanza di fallimento, tecnicamente definita ricorso di liquidazione giudiziale.

“Aspetto la telefonata dell’avvocato. È finita”. E ha aggiunto: “Sì, sono deluso. Da questa città. Finalmente ora si accorgono che il futuro è il turismo. Ma questo turismo non basta a coprire le esigenze lavorative della città. E si arriva all’abusivismo. Il risultato è che chi rispetta le regole paga per tutti”.

I lavori in piazza e il confronto con il Comune

Nei mesi precedenti alla chiusura il sindaco aveva inaugurato i lavori nella piazza davanti al locale.

“Tanta buona volontà – riconosce Lucio Amorosi -. Ma c’è poca gente che lavora”.

Secondo quanto riferito, i lavori dovevano durare circa sei mesi a partire da settembre.

La situazione è cambiata a novembre, quando il perimetro del cantiere è stato ampliato.

A distanza di mesi, secondo Amorosi, gli interventi sarebbero ancora nelle fasi iniziali.

Un rapporto costruito con le persone

Amorosi aveva ereditato il locale nel 1973 dalla zia Giuseppina.

Se oggi potesse rivolgerle un pensiero, dice: “un grazie immenso, grande come il cielo di Mondello. A lei e a mia madre, da cui ho ereditato questo bar. Per me è stato uno stimolo enorme lavorare 14 ore al giorno per tanti anni, portandole sempre nel cuore”.

Nonostante l’età e i problemi di salute, sarebbe rimasto al lavoro: “Io ho 86 anni. Le condizioni di salute non mi aiutano. Ma con grande caparbietà continuavo. Sarei rimasto al timone del bar nonostante tutto”.

Il lavoro però non è la cosa che dice gli mancherà di più: “Il rapporto con le persone è stato fondamentale”. Per oltre un secolo, infatti, il chiosco è stato un punto di riferimento per residenti e turisti.

Oggi la saracinesca dell’Antico Chiosco è abbassata. Con la chiusura si conclude non soltanto un’attività commerciale, ma anche un luogo che per decenni ha rappresentato un presidio sociale nel cuore di Mondello.