I deputati regionali e quella scarsa voglia di lavorare. Spesso i giornali raccontano di disegni di legge presentati, interrogazioni e attività Parlamentari stilando classifiche delle proposte dei deputati nazionali e regionali. Spesso si fanno verifiche sulle presenze in aula, sul rispetto del numero legale e si scrive di tradimenti, sgambetti, e scontro più o meno sotterranei.
Al cento del dibattito degli ultimi anni c’è il ricorso al voto segreto tanto che adesso si pensa di portare all’analisi del parlamento una riforma che limiti il ricorso al voto segreto ma anche gli interventi a sala d’Ercole. E per farlo il Presidente dell’Ars pensa, ad esempio, a dare maggiori poteri alle Commissioni. una proposta quella di Galvagno, che riporta al centro proprio le Commissioni che si occupano ciascuna di argomenti precisi e dove maggioranza e opposizione sono rappresentante proporzionalmente all’Aula.
Ma è questa la soluzione, far si che il processo normativo avvenga in commissione e l’aula poi debba solo ratificare?
Difficile dirsi in un sistema democratico ma per parlare dell’efficienza attuale delle Commissioni BlogSicilia ha scelto di ospitare il deputato 5 stelle Adriano Varrica. Non è una scelta casuale. Varrica ed il suo staff hanno fatto dei rilievi statistici uno strumento politico di confronto e di recente hanno analizzato proprio i lavori delle Commissioni
Le Commissioni, queste sconosciute e spesso disertate
“A volte ci si immagina che il lavoro dell’Assemblea regionale sia quello che si vede in aula. Un lavoro che appare, a volte anche un po’ maldestro. In realtà il posto in cui noi deputati possiamo ascoltare sindacati, associazioni datoriali, portatori di interesse; dove possiamo approfondire i testi legislativi, parlare con gli uffici, sono le Commissioni. Io partivo dalla mia precedente esperienza lavorativa al Parlamento europeo anche come deputato alla Camera dei Deputati, dove effettivamente c’è un lavoro molto attento in quella fase di Commissione ovvero di ascolto e di elaborazione. Invece qua all’Assemblea regionale ho potuto constatare una realtà del tutto diversa, tant’è che ho cominciato anche ad estrarre qualche dato”.
“Così abbiamo fatto uno studio per capire come funzionava un po’ in tutte le Commissioni. Abbiamo preso i verbali delle Commissioni, quindi gli atti pubblici esistenti, non ci siamo inventati assolutamente nulla ,e abbiamo visto che in realtà le Commissioni vengono disertate. Fermo restando che già si parla di una seduta di commissione in media a settimana che secondo me è un dato veramente molto molto basso”.
“Dallo studio emerge che le commissione vengono disertate per la metà delle volte. Ci sono partito che risultano presenti nel 20% dei casi e partiti i cui deputati sono presenti la 65% ma nella media sci si ferma a presenza del 51%, appena sufficienti per la validità delle sedute”.
Tornare a trasformare le commissioni in luoghi di confronto
In questi giorni c’è una proposta di modifica del regolamento in commissione e uno dei temi messi in campo dal Presidente dell’ars è proprio di dare maggiore rilevanza ai lavori delle Commissioni per limitare gli interventi fiume in aula a Sala d’Ercole.
“Ma la mia opinione è che in questo caso si deve e si può sempre portare le modifiche regolamentari però il Presidente Galvagno secondo me si concentra sulla cosa sbagliata nel senso che il problema del nostro Parlamento non sono gli interventi fiume. Semmai si dovrebbero regolamentare un po’meglio gli orari cosa che in parte è stato è stato fatto. Ci sono in realtà di aspetti anche di tipo politico istituzionale che dovrebbe essere vagliati per esempio una cosa che già esiste a livello alle nostre proposte a livello di Parlamento europeo o Parlamento nazionale. Perché i deputati intervengono di più in Aula e non in Commissione? Secondo me avviene perché c’è la diretta e le persone possono vedere le loro posizioni, le posizioni espresse dai singoli parlamentari. Invece in commissione purtroppo all’Ars è tutto segreto”.
Tornare ad introdurre le dirette delle Commissioni
“Secondo me basterebbe tornare ad introdurre le dirette delle sedute di Commissione come noi 5 stelle avevano chiesto e ottenuto nelle passate legislature. Penso che i deputati sarebbero più stimolati a essere presenti a rappresentare le loro posizioni e a testimoniare il loro lavoro rendendone conto ai cittadini e anche all’opinione pubblica, ai giornalisti. In fondo è una cosa che già esiste negli altri Parlamenti”.
Il voto segreto
C’è, poi, il tema del voto segreto che troppo spesso rende complessi i lavori quando c’è una richiesta massiccia.
“Noi come 5 stelle non abbiamo problemi a manifestare la nostra opinione in maniera chiara. certo si usa il voto segreto per sottolineare i conflitti nella maggioranza, Se la maggioranza andasse d’amore e d’accordo non avrebbe problemi col voto segreto”.
I contributi ai comuni
Un altro studio riguarda, invece, i contributi regionali ai comuni. Non quelli legati ai trasferimenti ordinari. Per il deputato 5 stelle, non c’è alcuna proporzione ma i soldi della regione vengono distribuiti in modo incomprensibile.
“Esatto! Lo studio si è concentrato solo sulle norme ad hoc. Non ci sono fra i dati presi in esame, i soldi derivanti dal fondo enti locali. Stiamo parlando di oltre 200 milioni di euro. Abbiamo diviso i Comuni per fasce di popolazione e non c’è una corrispondenza tra la popolazione e il contributo dato soprattutto nella fascia dei Comuni più piccoli. Nella fascia fino a 5000 abitanti abbiamo comuni che hanno preso zero euro e altri Comuni che hanno ottenuto oltre 2 milioni di euro. E non ci sono elementi che giustifichino questa differenza. Tanto per fare un esempio non siamo in presenza di un ponte crollato o di una esigenza specifica. Abbiamo analizzato le singole norme e non c’è affatto una corrispondenza con specifici fatti o esigenze”.
La video intervista integrale






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