Gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione non sono sufficienti ad affrontare la crisi dovuto all’incendio che ha costretto alla chiusura il centro commerciale Conca d’Oro. in attesa degli interventi di ripristino serve molto di più.

Una lettera a Regione con una proposta di intervento complessivo

A poco più di due settimane dal rogo del Conca d’Oro, Confimprese Palermo ha inviato al Presidente della Regione Siciliana, agli Assessori regionali alle Attività produttive e alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro, al Sindaco di Palermo e alla Direzione regionale INPS una proposta complessiva di intervento a sostegno delle imprese e dei lavoratori del Centro commerciale Conca d’Oro.

“Il primo punto da chiarire – afferma Giovanni Felice, Presidente di Confimprese Italia Palermo – è che le conseguenze dell’incendio del 1° settembre non riguardano soltanto le attività ricadenti nella cosiddetta zona rossa (quella direttamente interessata dall’incendio). Oggi il centro è chiuso e, quando una parte delle attività potrà riaprire, si troverà comunque ad operare in un centro solo parzialmente fruibile. È quindi necessario guardare al danno economico effettivamente subito da tutte le imprese e non soltanto alla loro collocazione all’interno del centro”.

La richiesta di un contributo a fondo perduto alle imprese

Per le micro e piccole imprese, Confimprese propone un contributo a fondo perduto pari al 20% della perdita di fatturato del singolo punto vendita, calcolata confrontando il periodo dal 1° settembre al 31 dicembre 2026 con lo stesso periodo del 2025, con un massimale di 50 mila euro per impresa. Per le attività che dovessero rimanere inagibili oltre dicembre, il periodo dovrebbe essere esteso fino all’effettiva riapertura.

Affiancare finanziamenti a tasso zero

A questa misura, sempre secondo Confimprese, “dovrebbe affiancarsi un finanziamento straordinario a tasso zero, con preammortamento e restituzione pluriennale, per garantire alle imprese la liquidità necessaria ad affrontare la chiusura e preparare la ripartenza”. Al Comune viene inoltre chiesto di valutare la sospensione o riduzione della TARI e degli altri eventuali oneri locali direttamente collegati all’attività.

Ammortizzatori sociali generalizzati

Sul fronte del lavoro, Confimprese ritiene necessario garantire gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori interessati dalla sospensione dell’attività, e non soltanto a quelli occupati nei punti vendita della zona rossa, utilizzando gli strumenti applicabili alle diverse imprese.

Una questione specifica riguarda i contratti a tempo determinato. “Quando il contratto arriva a scadenza – sottolinea il presidente di Confimprese Italia Palermo Giovanni Felice – l’ammortizzatore sociale non risolve più il problema. In condizioni normali una parte di questi lavoratori avrebbe potuto ottenere una proroga o un rinnovo; la chiusura può interrompere questa prospettiva per una causa indipendente sia dall’impresa sia dal lavoratore. Per questo chiediamo uno specifico intervento straordinario di sostegno”.

Verificare forme di integrazione salariale

Confimprese propone inoltre di verificare la possibilità di utilizzare forme di integrazione salariale anche nella fase successiva alla riapertura, qualora la parziale fruibilità del centro determini un’effettiva riduzione dell’attività e delle ore lavorate.
“Il nostro riferimento – conclude Felice – sono le imprese che operano all’interno del Conca d’Oro e i lavoratori da esse occupati. Gli interventi devono accompagnarli non soltanto durante la chiusura, ma anche nella delicata fase della ripartenza”.

Confimprese Italia Palermo ha chiesto un confronto tra Regione Siciliana, Comune di Palermo e INPS per verificare quanto già eventualmente avviato e valutare le ulteriori misure proposte.