L’estate 2026 va definitivamente in archivio con gli ultimi rientri registrati nel fine settimana appena concluso. Un controesodo che ha visto la Sicilia grande protagonista dei flussi di traffico automobilistico, ma che — a differenza degli anni passati — non ha fatto registrare le temute paralisi autostradali.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio mobilità stradale di Anas, i siciliani e i turisti hanno promosso una mobilità più consapevole, “spalmando” le partenze anche nei giorni feriali anziché concentrarle esclusivamente nei classici weekend da bollino rosso.
Il nodo di Palermo: oltre 167mila auto sulla A19 Dir
Le direttrici dell’Isola hanno retto l’urto del traffico da rientro, con numeri imponenti soprattutto a ridosso dei grandi centri urbani.
Il vero e proprio imbuto del controesodo siciliano si è confermato l’accesso al capoluogo della regione: in prossimità di Palermo, sulla A19 Dir, sono stati monitorati ben 167.082 transiti. Un flusso continuo di famiglie di ritorno dalle località balneari e dalle seconde case, che ha ripopolato la città in vista della imminente riapertura delle scuole.
La mappa dei rientri lungo la A19 Palermo-Catania
Spostandosi lungo la principale arteria autostradale dell’Isola, la A19 Palermo-Catania, l’Osservatorio Anas ha registrato volumi di traffico significativi nei punti strategici di monitoraggio:
- Altavilla Milicia: la porta d’accesso per chi rientrava dalle coste del tirreno messinese, che ha fatto registrare il picco più alto della tratta con 93.005 veicoli.
- Alimena: crocevia dell’entroterra, che ha visto il passaggio di 30.830 mezzi.
- Caltavuturo: altra area di forte transito per i flussi provenienti dalla Sicilia orientale, con 24.397 transiti.
Meno “bollini neri”, vacanze distribuite nel tempo
A livello nazionale la tendenza è chiara, e la Sicilia non fa eccezione: le abitudini dei viaggiatori stanno cambiando. Tra il 16 luglio e il 6 settembre sono stati registrati in totale 485 milioni di transiti sulla rete stradale nazionale.
L’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha sottolineato come una pianificazione più intelligente dei viaggi e l’informazione tempestiva sulle condizioni stradali abbiano aiutato a contenere le congestioni, garantendo spostamenti regolari anche nei momenti di picco. Nello scorso fine settimana si è assistito, infatti, a un aumento del traffico del 2,3% sulle reti metropolitane (come gli accessi alle grandi città), a fronte di una leggera flessione dello 0,8% sulle tratte puramente turistiche, segno che il rientro a casa è ormai completato.





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