Cosa Nostra è viva e lavora per ricostruire la sua commissione provinciale. L’allarme arriva dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo intervenuto all’Assemblea regionale siciliana, nella Sala Mattarella, durante la commemorazione della relazione di minoranza della Commissione antimafia di cinquant’anni fa, firmata anche da Pio La Torre e Cesare Terranova.
Un incontro con interlocutori istituzionali di primo piano, a partire dallo stesso Melillo e dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia.
Secondo Melillo, i vertici mafiosi sono impegnati a riallacciare gli antichi legami con il Nord America, sia tra i reduci della stagione corleonese sia tra le storiche famiglie palermitane.
Nel segno dell’eredità di La Torre, il procuratore nazionale antimafia ha ricordato quanto sia oggi decisivo inseguire le enormi ricchezze delle mafie, patrimoni sempre più difficili da tracciare perché nascosti nei circuiti della finanziarizzazione.
Un nuovo allarme riguarda anche il commercio clandestino delle informazioni, capace di influenzare profondamente la vita economica e sociale.
Seguire oggi la traccia indicata da La Torre — ha concluso Melillo — è più difficile anche per la crisi dei circuiti democratici.
Con il presidente Cracolici si sono confrontati oltre al procuratore nazionale Antimafia: Luciano Violante, presidente emerito della Camera dei deputati, Paolo Amenta, presidente Anci Sicilia, Anthony Barbagallo, segretario della commissione Antimafia nazionale, Emilio Miceli, presidente del Centro studi Pio La Torre, Emanuele Lauria, caporedattore di Repubblica Palermo, Vincenzo Terranova, presidente di sezione della corte d’Assise di Palermo. A coordinare l’incontro: Marina Turco, caporedattrice di Tgs.
“A cinquant’anni dalla relazione di minoranza di Pio La Torre, quel documento, che celebriamo oggi in una nuova veste editoriale per l’Assemblea Regionale Siciliana, ci offre un metodo che ci aiuta non solo a conoscere le pratiche mafiose, ma a riconoscerle. Considerare la mafia un fenomeno del passato è un errore omissivo, smentito dal primato siciliano dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. La corruzione oggi è diventata la nuova lupara, difficilmente le si può dire di no”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, al convegno organizzato all’Ars sui 50 anni della relazione di minoranza presentata da Pio La Torre in commissione parlamentare Antimafia, nel corso del quale è stato presentato il volume “Leggere la mafia dal territorio. Il metodo di Pio La Torre” e che è possibile scaricare dalla pagina web della commissione Antimafia regionale: https://www.ars.
“La Torre aveva intuito tra i primi che con l’aumento della popolazione a Palermo c’era bisogno di suoli, di mercati ortofrutticoli – ha detto Violante – e quindi bisognava guardare a questi meccanismi dentro i quali si sarebbe infiltrata la mafia e agire in via preventiva”. Il Prefetto di Palermo, Massimo Mariani, ha ribadito la necessità di contrastare le mafie, aggredendole sul piano economico.






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