Il tribunale di Palermo ha condannato a 8 anni per associazione mafiosa John Pipitone, boss di Carini e figlio del capomafia Giovanbattista Pipitone.
La procura aveva chiesto la condanna a 21 anni, ma in giudizio sono cadute le accuse del reimpiego di somme illecite e del traffico di armi e una contestazione di estorsione è stata riqualificata in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
È stato invece condannato a un anno e 4 mesi il coimputato Salvatore Abbate, accusato di detenzione illegale di armi, assolto però dall’accusa di associazione mafiosa.
Furono sei le persone arrestate nel 2024 dai carabinieri. Lo scorso giugno erano stati condannati in abbreviato Giuseppe Passalacqua a 12 anni, Salvatore Vallelunga a 10 anni e Sergio Giannusa a 2 anni in continuazione con precedente condanna per un totale di 18 da scontare. Giannusa è stato il braccio destro del boss di Resuttana Salvo Genova.
La richiesta di abbreviato era stata respinta per Pipitone e Abbate e la loro posizione era stata separata dagli altri imputati. Gli avvocati Jimmy D’Azzò e Giuseppe Giambanco per Pipitone, Gaspare Genova ed Emanuele Ciappi per Abbate hanno rinnovato la richiesta davanti alla terza sezione del tribunale che l’ha accolta. Le condanne dunque sono state ridotte di un terzo.
Pipitone è figlio del boss di Carini, Giovan Battista, che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Giampiero Tocco, rapito sotto gli occhi della figlia da un commando che inscenò un finto posto di blocco. Fu punito per uno sgarbo ai Lo Piccolo di San Lorenzo. Forte della parentela con il padre avrebbe assunto un ruolo di comando.






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